27 Novembre 2016

Referendum, Renzi: “Il rischio di un governo tecnico c’è, non starò lì a vivacchiare”

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“Il rischio di un governo tecnico c’è ma non dipende da me, sta a voi scongiurarlo con il sì”. Così il premier Matteo Renzi a Torino per un’iniziativa pubblica a sostegno del si al referendum del 4 dicembre.

ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

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Una “ricaduta” del referendum “sul governo certo che c’è, è evidente. E’ evidente che non possiamo avere un paese fermo a galleggiare. Non sto a far politica per aggiungere una riga al curriculum vitae. Io non sto a vivacchiare e galleggiare nei giochini. Io non sono come tanti”. Lo dice il premier Matteo Renzi a un’iniziativa per il Sì a Torino.

Il governo tecnico non lo posso scongiurare io, lo dovete scongiurare voi con il Sì. Il rischio c’è, è evidente”. “Mario Monti, l’ideologo e capo dei governi tecnici, ha detto che ho fatto troppi bonus fiscali. Il punto è che non è che si può votare di Sì perché uno alza le tasse e poi dire No se si abbassano”, sottolinea il premier. Comunque “contano i voti non i sondaggi, il 4 dicembre sarà quella la partita”, ha affermato ancora Renzi annunciando che “questa settimana faremo il kit anti-bufale, ne hanno dette tante, le abbiamo raccolte e le distribuiremo”.

E’ “molto serio, di buonsenso e giusto” l’invito di Sergio Chiamparino a ‘mettere mano al Pd’. “Su questo dovremo iniziare dal 5 dicembre. Ma da qui a domenica prossima dobbiamo raccontare casa per casa che questo referendum non è il congresso del Pd”. “Non sappiamo – ha sottolineato – cosa accadrà il 5. Gli elementi di natura politica ci sono, è innegabile. Ma dal punto di vista costituzionale l’alternativa è tra Sì e Mai”. “Il referendum non è su di noi e non è sul governo”, ribadisce. “Se dovessimo guardare i numeri dei partiti saremmo spacciati, considerando che il Pd ha il 35% e poi qualcuno del Pd non vota… saremmo 35% a 65%. Certo è una partita difficile, ma tanti non del Pd hanno voglia di un paese più semplice, più tranquillo: ragioniamo con le persone. E’ una grande occasione per semplificare il sistema. Non dipende dai partiti, ma dai cittadini”.

Il premier ha partecipato anche a Domenica Live. Dopo una campagna referendaria dai toni così accesi, si potrà ricucire? “Sì, ma certo. Dobbiamo smettere di parlare male degli altri. Mi accusavano di essere filo berlusconiano perché non attaccavo Berlusconi. Grillo ha detto che siamo ‘serial killer’, una ‘scrofa ferita’. Ma il 5 dicembre l’Italia tutta insieme dovrà andare avanti. Secondo me è meglio se potrà andare avanti più veloce. Ma se resta così comunque si deve andare avanti insieme”. (ANSA)

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