L’ex sindaco di Lavena Ponte Tresa, Pietro Roncoroni, qualche giorno fa, ha pubblicato un post sul proprio profilo Facebook, dove chiedeva spiegazioni e chiarimenti alla maggioranza sul sondaggio telefonico effettuato durante la campagna elettorale che ha portato al voto amministrativo del 5 giugno, dove è stato eletto sindaco Massimo Mastromarino. Ecco le sue parole.

L’ex sindaco di Lavena Ponte Tresa, Pietro Roncoroni
L’ex sindaco Roncoroni: “La maggioranza ha scoperto chi ha effettuato i sondaggi telefonici durante la campagna elettorale?”. “Negli scorsi giorni qualcuno mi ha fermato per strada chiedendomi se il sindaco o qualcun altro avesse risposto alla mia domanda formulata nel mio primo ed ultimo consiglio comunale di questo mandato, cioè se hanno accertato la paternità dell’odioso sondaggio telefonico avvenuto durante la campagna elettorale dello scorso giugno, in seguito alla mia cortese richiesta in fase di dimissioni”. Si apre così il post pubblicato qualche giorno fa, sul profilo Facebook, dall’ex sindaco Pietro Roncoroni, dove richiama nuovamente all’attenzione la maggioranza su una questione di cui si è largamente dibattuto negli scorsi mesi. Già nella prima seduta della neo-eletta amministrazione Mastromarino, lo scorso giugno, Roncoroni aveva chiesto l’istituzione una commissione d’indagine, atta a risalire al committente del sondaggio telefonico. La questione aveva innescato diverse polemiche e controversie, soprattutto sui social network
Ad oggi però, come si apprende dalle parole di Roncoroni, sembrerebbe che nulla sia ancora stato chiarito. “Ad oggi ancora nulla, nemmeno una lettera interlocutoria o una telefonata. Comincia ad aumentare in me il sospetto, che è alimentato da qualche battuta maliziosa da parte di sostenitori dell’attuale amministrazione, tipo ‘non rompere le balle'”, continua l’ex sindaco Roncoroni, che non ha mai nascosto i sospetti crescenti in merito all’annosa questione. La querelle si era innescata dopo alcune segnalazioni e lamentele di diversi cittadini contrariati che, durante la campagna elettorale, avevano ricevuto telefonate, relative alla preferenza di voto, nelle proprie abitazioni. Il tema era diventato in breve tempo uno degli argomenti più “chiacchierati” in paese, un vero e proprio scontro tra le liste che si giocavano lo scranno del comune di Lavena Ponte Tresa. Nessuna di queste, però, se ne è presa mai le responsabilità.
“Sotto accusa è la condotta etica di chi vigliaccamente non se ne è preso la paternità”. “Il problema – si legge nelle ultime battute della nota scritta da Pietro Roncoroni – è causato unicamente da chi vigliaccamente non se ne è preso la paternità, perché così facendo ha alimentato un clima di sospetto su tutte le liste ed ha dato dimostrazione della propria linea etica basata sulla falsità da subito. Non so ancora chi sia stato, so solo in modo assoluto che non siamo stati noi e aspetto ancora che la mia amministrazione comunale esaurisca la mia semplice richiesta fatta in modo regolare ed educato in un contesto istituzionale”.
A riprendere la nota, ripubblicandola su Facebook, anche l’altro candidato sindaco, non eletto, della lista “Partecipa al cambiamento”, Giuseppe Di Napoli. Anch’egli, dettosi estraneo alla vicenda, si unisce alle richieste formulate dall’ex primo cittadino, chiedendo risposte all’attuale maggioranza.

Il post pubblicato lo scorso 24 novembre dall’ex sindaco di Lavena Ponte Tresa, Pietro Roncoroni.
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