14 Novembre 2016

Brenta, Andrea e i migranti di Agrisol impegnati con i mosaici tra arte e creatività

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(Cesi Colli) Un progetto iniziato per caso, durante la Festa dei popoli di Brenta, che ha visto coinvolti i quattro ragazzi migranti ospitati a Villa Letizia di Caravateche, grazie all’impegno di Andrea Sala, si stanno occupando di rendere il paese più bello grazie ad alcuni mosaici. I giovani hanno aderito al progetto dell’artista, tra integrazione, arte e creatività. Domenica prossima il mosaico “La Finestra”, dal significato evocativo, verrà presentato in piazza della Pace a Brenta.

Brenta, Andrea e i migranti di Agrisol impegnati con i mosaici tra arte e creatività. Tutto è iniziato da un semplice incontro alla “Festa dei popoli” di Brenta, quando a Lella Guelfi, una dei responsabili della cooperativa Agrisol, emanazione della Caritas diocesana comasca che gestisce i migranti, si è avvinato Andrea Sala, facendole scoprire che con i suoi mosaici non solo stava rendendo più bello il paese di Brenta, ma che aveva anche un laboratorio, dove il mosaico era l’occasione per imparare un nuovo modo di stare insieme, creando momenti di condivisione libera, partecipata e spontanea. Da quel momento anche quattro ragazzi ospiti a Villa Letizia di Caravate, struttura gestita da Agrisol, hanno aderito al progetto di questo artista. Andrea li ha accompagnati per un giro nel vecchio paese di Brenta per fare loro vedere come già tanti mosaici abbelliscono pareti di vecchie case, insegne di negozi, numeri civici. Questi mosaici sono il frutto del lavoro di tanti artisti, provenienti da tutto il mondo perché “L’arte – come dice Andrea – svolge la funzione di unire le genti e i popoli”.

I nostri giovani rifugiati sono così subito entrati in quell’atmosfera creativa, che si respira parlando e stando accanto ad Andrea. Sotto la sua supervisione, ragazzi di diversa nazionalità (Nigeria, Afganistan e Guinea Bissau), hanno sperimentato l’importanza del lavoro di gruppo e quindi della collaborazione per ottenere un risultato comune e condiviso, metafora delle sfide dell’integrazione contemporanea. E’ anche interessante che alla creazione del mosaico hanno partecipato giovani di nazionalità eterogenee, che hanno verificato come l’incontrarsi possa avvenire con modalità completamente diverse dal solito, filtrate e condotte dal creare insieme un’opera d’arte come è il mosaico.

L’attività artistica è, inoltre, una metafora attraverso la quale ogni richiedente asilo si mette in gioco in prima persona e in modo attivo, aprendo una “finestra” verso il mondo che lo accoglie e nel quale cerca di integrarsi. Il tema, infatti, che ha guidato tutti coloro che hanno aderito al progetto di Andrea è “La Finestra”. Tema affascinante, che invita ad uscire dalle nostre chiusure, da quelle nostre case, sovente isole che non sono altro che lo specchio del nostro cuore, forse troppo sprangato e serrato al mondo esterno. Il tema della finestra, infatti, richiama metaforicamente quello dello sguardo sul mondo. Quest’ultimo può essere uno sguardo sulla realtà che circonda colui che guarda, ma può essere anche uno sguardo sulla sua interiorità. Sguardi che, per ognuno di noi, sono differenti. Attraverso il mosaico possiamo anche provare ad osservare il mondo con gli occhi dell’altro, provando, metaforicamente parlando, a guardare fuori dalla finestra dell’altro.

Il mosaico può richiamare un lavoro di costruzione, ma anche di ricostruzione e ricomposizione del proprio vissuto. Come nelle vite di ognuno e, come avviene spesso per i migranti, ci sono momenti in cui il disegno della nostra vita si scompone, oppure viene frantumato: i vecchi punti di riferimento vanno persi, le difficoltà e i problemi spezzettano certezze e prospettive. È allora che diventa fondamentale poter guardare ai nostri pezzi in modo nuovo ed essere un grado di ricomporli secondo un nuovo senso e un’immagine nuova della nostra esistenza.

Domenica 20 novembre, con la gradita presenza del sindaco, Gianpietro Ballardin, e di un sacerdote che benedirà il mosaico, Brenta sarà in festa per inaugurare l’opera d’arte dei “ragazzi venuti da lontano”, che verrà collocata in piazza della Pace. Il loro mosaico è una “finestra” che vibra di nostalgia per il paese da cui sono stati strappati per il desiderio di una vita migliore, ma il cui ricordo riaffiora nei momenti in cui i loro occhi si fanno più tristi…: case dai tetti aguzzi, che rammentano le loro capanne…e poi giardini con palme…

Grazie a loro, dunque, per averci lasciato nel loro mosaico, rielaborandola artisticamente, un po’ della loro storia. Le autorità presenti parleranno sul significato del progetto “La Finestra” e sul valore dell’accoglienza. Per finire, una “jam session di musica”, in cui Andrea e un suo amico coinvolgeranno in qualche pezzo musicale qualcuno degli ospiti di Villa Letizia.

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