(emmepi) Ebbene sì, anche questa volta il sogno di Serge Noudem, capo della comunità di 10 mila abitanti nella località diNzong (Camerun) si è avverato. La costruzione della scuola materna che, dal 2013, ha impegnato duramente l’Associazione “Amici di Nzong” nell’organizzazione di eventi con lo scopo di raccogliere i fondi necessari alla sua realizzazione, è giunta al termine.

L’attività educativa è già iniziata dallo scorso mese di settembre, accogliendo oltre 100 bambini, ma le manifestazioni benefiche non conosceranno tregua, perché ora la raccolta di fondi sarà finalizzata alla copertura dei costi di gestione. A questo scopo sabato 21 ottobre scorso, presso l’Auditorium di Via Valsecchi, è stata organizzata una serata con la partecipazione del pianista/compositore Marco Marcuzzi e del soprano Vincenza Giacoia.
“Il progetto di asilo è diventato un progetto scolastico – ha spiegato in apertura il diacono Giorgio Campoleoni -, perché gli spazi per il bene comune non sono mai troppi”. La scuola materna di Nzong sarà dunque un punto di riferimento per le famiglie, favorirà la prevenzione alle malattie infettive e una corretta educazione alimentare. Ecco allora che “le nostre voci attraverseranno il Mediterraneo e raggiungeranno l’Africa, raggiungendo quegli spazi che servono per iniziare percorsi nel tempo”. Ha proseguito Giorgio Campoleoni, citando le parole di Papa Francesco, il quale sostiene che il tempo sia superiore allo spazio. Scrive infatti il Santo Padre: “Non facciamoci rubare la speranza, non permettiamo che sia vanificata con soluzioni e proposte immediate che ci bloccano nel cammino, che ‘frammentano’ il tempo, trasformandolo in spazio. Il tempo è sempre superiore allo spazio. Lo spazio cristallizza i processi, il tempo proietta invece verso il futuro e spinge a camminare con speranza”.
Dopo le parole di saluto della Presidente dell’Associazione Gabriella Luini, che ha ringraziato le amministrazioni comunali di Luino, Maccagno con Pino e Veddasca e l’Associazione “Helga Melena” per il supporto all’iniziativa, è stata la volta di Marco Marcuzzi, che ha raccontato in musica alcuni momenti fondamentali della sua vita e dei suoi “innamoramenti artistici”. Con grande garbo, accompagnato da bonaria ironia, ha introdotto i vari brani spiegando quale importanza abbiano avuto nella sua formazione musicale, a partire da alcuni “odiati” pezzi di Richard Claydermann, che negli anni ’80 erano i cavalli di battaglia nei piano bar. Ha poi continuo con alcuni “evergreen” come Spanish eyes, scritto negli anni ’60 da Al Martino e che figura tra i cinquanta brani maggiormente suonati al mondo.
Con un linguaggio semplice e confidenziale Marco Marcuzzi ha messo alla prova il pubblico proponendo “piccole icone di poche note”, come ha definito gli incipit di celeberrimi brani musicali, che hanno richiamato immediatamente e simpaticamente alla memoria colonne sonore come quelle di “Un uomo e una donna” di Lelouch, o le romantiche note del tema conduttore di “Anonimo Veneziano” scritto da Stelvio Cipriani, o quelle inquietanti scritte dai Goblin per Dario Argento. Non sono mancate incursioni nel jazz, con la celeberrima “Take Five” di Paule Desmond, e nel ragtime di Scott Joplin, suonato a tempo di marcia, come aveva suggerito molti anni fa un maestro di musica, poi velocizzato con grande virtuosismo fino al suo travolgente finale. Infine è stata dedicata una parentesi a colui che contribuì ad accendere in Marco la fiamma per la Musica: il tastierista, pianista e compositore britannico Keith Emerson, scomparso lo scorso mese di marzo, del quale è stata suonata l’indimenticabile “Honky Tonk Train Blues”, utilizzata come sigla del programma televisivo Odeon.
Ma l’autentico momento prezioso della serata è stata l’esecuzione di alcune musiche composte dallo stesso Marco Marcuzzi, tra le quali il tema d’amore dal film “Il cantico di Maddalena” e “Zefira”, dedicata alla sua gatta, che amava particolarmente quel brano, tanto da avvicinarsi alla tastiera ogniqualvolta il compositore lo suonava.
Emozione nell’emozione la presenza del soprano Vincenza Giacoia, che, oltre a dedicarsi all’ideazione e rappresentazione di spettacoli che spaziano dalla Musica Antica all’Opera Classica, al Jazz e al Musical, si occupa in particolare alla musica sacra. Da qualche anno collabora con Marcuzzi elaborando e riadattando testi di ispirazione sacra da lui scritte per il cinema e il teatro. Grande l’affiatamento artistico tra i due, culminato nell’emozionante Kirie dal film “Rosatigre”, composto dallo stesso Marcuzzi.
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