24 Ottobre 2016

Germignaga, “L’Arte che Unisce”: umanità, sport, normalità e voglia di vivere

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(emmepi) “Credo che l’arte nasca con il pensiero dell’uomo e il suo primo pensiero è stato guardare la realtà e poi sognare. L’Arte è ciò che noi rappresentiamo della realtà, una realtà filtrata dal pensiero dell’autore”.

Germignaga, "L'Arte che Unisce": umanità, sport, normalità e voglia di vivere

Può essere una canzone, un libro, un’opera teatrale, una prestazione sportiva: qualcosa che si crea e che rimane. Sognare è rappresentare qualcosa che abbiamo dentro, ma anche aiutare chi non ha la possibilità di essere facilitato in questo compito, sia per limiti fisici che mentali, o economici. La qualità del sogno non importa: importante è la voglia di sognare, di raggiungere certe prestazioni, perché credo che ognuno di noi possa lasciare una traccia della propria esistenza”. Questo pensiero di Alfredo Salvi ben può sintetizzare l’evento che ha visto, lo scorso fine settimana, l’ex Colonia Elioterapica protagonista dell’evento “L’arte che unisce”, promosso dall’Associazione Anffas Onlus Luino, con il sostegno del Comune di Germignaga, del Liceo Musicale Giuseppe Verdi, della Cooperativa “Punto e virgola”, della Fondazione Asilo Mariuccia, del Gruppo Ciclistico AVIS, del GIM, della SOMS, dell’Associazione Costa Sorriso e di numerosi sponsor, tra cui “Lago nel pagliaio”; con la partecipazione del coro “Libere voci”, degli Acoustic Dreams, dei “Fuori Controllo”, del saxofonista Emiliano Romano.

Una mostra di pittura, con le opere realizzate dai ragazzi dell’Anffas e dai pittori Adele Cossi e Gianni Cazzaro, ha fatto da cornice all’intera manifestazione. Testimonial d’eccezione il campione di nuoto paralimpico Federico Morlacchi. Non sono mancati momenti eno-gastronomici a cura del ristorante “Grotto del sorriso” e de “Il Barilotto”. L’evento è stato interamente seguito dallo staff di “Eventi Lago Maggiore” guidato da Alessandro Fazio.

L’inaugurazione ufficiale di sabato 22 ottobre, a cui è seguito un dibattito sul tema “Arte e disabilità”, ha visto la presenza di un foltissimo pubblico, che ha ascoltato con molta attenzione e partecipazione gli interventi delle varie autorità e degli ospiti, coordinati dallo psicologo e psicoterapeuta Alfredo Salvi. Pochi minuti per l’intervento di un emozionantissimo presidente Valentino Verni, il quale ha orgogliosamente ricordato il compleanno dell’Anffas luinese, che quest’anno compie i 34 anni di attività. Poi la parola è passata ai sindaci di Germignaga, Marco Fazio, e di Maccagno con Pino e Veddasca, Fabio Passera, qui in veste di presidente dell’Assemblea Distrettuale.

“Vedere la sala così piena è la testimonianza di quanto affetto e di quanto interesse ci siano attorno all’opera di Anffas – ha esordito Marco Fazio -. Quando abbiamo iniziato ad organizzare a queste giornate abbiamo pensato: non facciamo questa iniziativa da soli, ma insieme a tante altre associazioni, aziende, persone che hanno voglia a di dare una mano. In questo senso l’Arte unisce: tante mani, tante braccia, tanti cuori che cercano di sostenere questo messaggio. L’Arte è qualcosa che supera le barriere. Se ricordiamo artisti come Vincent Van Gogh o Frida Kalo, che erano disabili, noi non pensiamo al loro handicap, così come non abbiamo mai pensato alla disabilità di Michel Petrucciani quando lo ascoltavamo suonare il pianoforte. Il vero handicap è nella testa di chi non riesce a confrontarsi”. Il sindaco Fazio ha concluso il suo intervento ricordando che da alcuni giorni sono iniziati i lavori, in centro paese, per eliminare le barriere architettoniche in via XX settembre.

“Oggi sono qui come presidente dell’assemblea distrettuale, cioè dei 24 comuni che sono riuniti per occuparsi di attività sociali e assistenziali”. Gli ha fatto eco Fabio Passera, il quale ha fermamente ribadito che il compito delle istituzioni è quello di abbattere le barriere. “Non dobbiamo ragionare in termini di appartenenza a una squadra: ognuno di noi, ogni associazione ha il compito di far cadere queste barriere, per cercare di raggiungere insieme un obiettivo comune. L’unico vero risultato sono le persone, senza il bisogno di mettere una coccarda alle varie iniziative. Questa nostra missione ha un senso se ha come obiettivo ultimo l’uomo”. Il sindaco Passera ha poi lanciato la proposta di una prossima iniziativa a Maccagno, per face capire che nel territorio si lavora insieme.

L’assessore ai Servizi Sociali di Luino Caterina Franzetti, nel ringraziare tutti gli operatori che lavorano nel sociale ha ricordato i pesanti costi del Centro Diurno Disabili e le tante difficoltà economiche in cui si dibatte il distretto, che tuttavia “ha sempre davanti a sé il problema dei ragazzi disabili, investendo su di loro tutte le energie. Dopo tanti anni di attività, mi rendo sempre più conto che non siamo noi che li guardiamo, ma sono loro che osservano noi. Allora il recupero avviene se lavoriamo con pazienza: ci metteranno più tempo, ma arriveranno a risultati che possono dare parecchie soddisfazioni”.

Le dottoresse Ylenia Freti, Stefania Dellea e Tatiana Lo Piccolo, della Cooperativa Sociale “Punto&Virgola”, recentemente costituitasi a Luino, hanno fatto il punto della situazione sulle disabilità. “Arte significa ‘andare verso’. Allora il nostro compito è quello di portare le diverse abilità verso una nuova autonomia. Ognuno di noi possiede un talento che lo rende unico ed inimitabile. Per alcuni di noi riuscire ad esprimere il proprio talento è il risultato di un duro lavoro, fatto di costruzione di abilità basilari. Vivere nella nostra società, sempre più frenetica e veloce, non ci aiuta e nella realtà ci sono molte persone per le quali ogni giorno la sfida più grossa è quella con se stessi e con i propri limiti, tra i quali c’è la capacità di comunicare i propri bisogni. Un adulto in grado di autodeterminarsi, di scegliere, di esprimere anche i propri talenti, garantisce una maggior qualità di vita e un benessere personale che deve essere sempre al primo posto, per tutti noi: disabili, diversamente abili o normodotati”.

Emozionanti le testimonianze di Roberto Lodi Rizzini, autore del testo della canzone “Io so sognare” e del campione di nuoto Federico Morlacchi. “Ho scritto questo pezzo perché mi sono lasciato trasportare dalle emozioni e niente altro. – Ha raccontato Roberto – In quel momento particolare pensavo a tutte quelle persone con difficoltà: più gravi sono, più hanno problemi a porsi nel mondo. Così, più fanno fatica, più riescono a superare gli ostacoli attraverso la fantasia”. Ma tra le emozioni esiste certamente anche la gratitudine:

“Tanti mi hanno detto che è un onore avermi qui, ma per me è un onore avere voi – ha dichiarato Federico Morlacchi –Oltre alle 29 medaglie che ho vinto, ne attribuirei anche una trentesima. Una persona nel ringraziarmi aveva le lacrime agli occhi: questo fatto per me è la medaglia più importante, perché sono riuscito a trasmettere quanta fatica, sacrificio, sudore c’è dietro quel premio. Allora, la medaglia di platino è la riconoscenza che gli altri hanno nei miei confronti.

Non solo Arte, ma anche umanità, sport, normalità e voglia di vivere”. Queste le riflessioni di Alfredo Salvi e questo è anche il clima che abbiamo respirato nella due giorni di “Arte che unisce”, che si sono concluse ieri, ma siamo sicuri che continueremo a respirarlo ancora per molto, molto tempo ancora.

Per guardare tutte le foto di “Eventi Lago Maggiore” cliccare qui.

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