23 Ottobre 2016

Manovra, domani la lettera dell’UE all’Italia. Renzi: “Vogliamo cambiare le regole”

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“Non è importante, non è decisivo, lo 0,1% o questa legge di bilancio. L’elemento di discussione con l’Ue è il bilancio europeo dei prossimi anni, noi siamo impegnati in una battaglia storica perché il bilancio Ue tenga insieme diritti e doveri”. Lo afferma il premier Matteo Renzi ospite di “In 1/2”, su Raitre. “Oggi l’Italia dà 20 mld di euro all’Ue, noi diciamo: almeno possiamo iniziare a far si che quelli che prendono soldi prendono anche i migranti?”.

(Foto © Tiscali Notizie)

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Manovra, domani la lettera dell’UE all’Italia. Secondo quanto si apprende da fonti della Commissione, dovrebbero partire domani le lettere con le richieste di chiarimento sulle bozzi di bilancio per l’Italia ed altri cinque o sei paesi, tra cui Belgio, Spagna, Portogallo, Estonia e forse Francia e Olanda. Per l’Italia i dubbi sul fronte delle entrate sono per le troppe una-tantum, su quello delle uscite per il piano nazionalManovra, domani la lettera dell’UE all’Italiae di salvaguardia antisismica, considerato strutturale e non emergenziale. Ok per le spese di ricostruzione locale e quelle per i migranti.

La sfida dell’Italia all’Unione europea si gioca su 0,1 punti percentuali. Matteo Renzi, ospite di Lucia Annunziata a ‘In mezz’ora’ su Raitre, spiega che la polemica, alimentata oggi dal ministro Padoan in un’intervista a ‘Repubblica’, è una “questione di principio”. “Non so quando arriverà la lettera di richiamo – dice il premier – l’hanno sempre mandata a tutti i Paesi. Lo 0,1 per cento non è decisivo. Il fatto è che finora l’Italia ha sempre detto sì a tutto. Dà al bilancio europeo 20 miliardi, e ne ha indietro 12. Allora vogliamo fare che chi ha i soldi si prenda anche i migranti?”. Durante l’intervista, alla domanda di commentare le polemiche all’endorsement del presidente degli Stati Uniti al sì al referendum, Renzi non perde l’occasione di fare una battuta contro il suo primo avversario interno: “C’è chi si tiene Obama, e chi si tiene D’Alema”. L’allusione è all’ex segretario del Pd ed ex premier, sostenitore del No, che sabato aveva detto che a favore della riforma sono solo gli anziani.

Renzi a Di Maio, “Leghiamo stipendio parlamentari a presenza in aula”. Il premier replica poi a Luigi Di Maio che in mattinata, a Maria Latella su Sky aveva spiegato che domani il M5s presentata alla Camera un proposta di legge  per la riduzione dei costi della politica per cui “si risparmierà quasi il doppio di quanto non si farebbe con le riforme” di Renzi. “Il M5s fa come quelli che quando sono in difficoltà buttano la palla in calcio d’angolo – dice il presidente del Consiglio -. Faccio una controproposta: perché non leghiamo l’indennità dei parlamentari alla loro presenza in Aula? Mi viene in mente un nome: Di Maio. Ha il 37 percento delle presenze. Lui e Di Battista prendono il doppio di me da presidente del Consiglio. Viste le sue presenze, alla fine del mese possiamo dargli il 37 percento dello stipendio?”. Quindi aggiunge: “Il fatto è che giocano a fare i primi della classe e poi sono come gli altri”.

Magistrati: Renzi, “Abbiamo messo più soldi, perchè scioperare?” Renzi parla anche dello sciopero minacciato dai magistrati. “Vorrei capire per cosa si sciopera: nella Giustizia abbiamo messo più soldi e mezzi. Se vogliono scioperare, scioperino, ma non so perché dovrebbero farlo – dice il premier -.io chiedo solo una cosa che ha fatto arrabbiare qualcuno, e cioè che si vada a sentenza. A me non interessano le paginate dei giornali quando escono gli avvisi di garanzia”, ma le sentenze. E cita il caso dell’allora candidata del Pd alla presidenza della Regione Liguria, Raffaella Paita, rinviata a giudizio per omicidio colposo durante la campagna elettorale e assolta la scorsa settimana. (AGI)

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