Seconda giornata dal vertice di Bruxelles. Matteo Renzi dice che la manovra non cambia, anche se dovessero arrivare rilievi dall’Ue per chiedere dei chiarimenti in merito. Un forte segnale di risposta alle tecnocrazie della capitale belga.

(ANSA/ANGELO CARCONI
La manovra per i cittadini. Della manovra italiana e dei presunti dubbi di Bruxelles “non ne abbiamo parlato” al Consiglio Ue, “ma potranno fare una lettera chiedendo maggiori spiegazioni, come fanno spesso e con diversi paesi, ma la sostanza non cambia”. Lo dice il premier Matteo Renzi, rivendicando i “2 mld in più sulla sanità e questi non sono né di destra né di sinistra”, le misure “su Equitalia” e “sulle imprese”. “La legge di bilancio c’è e non si cambia – assicura il premier – se l’Europa avrà le sue considerazioni da fare le ascolteremo con attenzione, ma ricordiamo che questa manovra ha il deficit più basso degli ultimi 10 anni. Noi gli sforzi li stiamo facendo, ma la priorità è rispondere ai cittadini non alle tecnocrazie di Bruxelles”. Quanto alla sentenza del Tar sul quesito referendario, Renzi afferma: “I grandi professori del No hanno fatto ricorso anche al Tar del Lazio e anche al Tar del Lazio hanno perso. Adesso andiamo avanti e parliamo del merito”. Sul referendum abbiamo “il blocco del no, la coalizione del no, con D’Alema, Berlusconi, Fini, Cirino Pomicino, Lamberto Dini, Beppe Grillo”, continua, Renzi. Dopo aver snocciolato alcuni nomi, cade il collegamento telefonico. Una volta ripristinato, il presidente del Consiglio ironizza: “Non li ridico, se no cade la linea. Dico solo che c’è un blocco di persone che dice sempre no, no, no. Ma se poi li chiudi tutti insieme in una stanza non hanno un’idea alternativa a quella messa in piedi da noi”.
Equitalia e sindacati. “Non c’è nessun condono: chi ha preso la multa la deve pagare. A chi dice che il governo sta facendo i condoni o aiutando gli evasori – ha evidenziato il premier – rispondo che ha fatto nel 2015 il miglior risultato negli ultimi sessant’anni: oltre 14 miliardi dalla lotta all’evasione. Dire che aiutiamo gli evasori è senza alcun riferimento alla realtà. Eliminiamo un meccanismo, quello di Equitalia, che era punitivo per il cittadino”. Lo ha detto Matteo Renzi: “Basta con Equitalia come ‘killer’ dei cittadini, deve essere un consulente”.Poi, rispondendo a chi gli chiede se non ci sia una connessione, in relazione agli scioperi di oggi, tra la posizione sulla manovra economica e quella sul referendum, il premier sottolinea: “Io rispetto l’autonomia sindacale, se però ci sono alcuni sindacati che in nome del ‘no’ contestano la legge di stabilità alla fine penso sarà un boomerang per loro”. “Ovviamente noi abbiamo cercato in questa legge di stabilità di dare un segnale anche a chi è in difficoltà – rivendica il presidente del Consiglio – e non solo nel mondo del lavoro privato. Abbiamo anche messo una misura sul personale pubblico che da anni ha gli stipendi bloccati. Molte cose le abbiamo fatte. Non credo che i sindacati quest’anno contestino la stabilità”.
La manovra appena varata ha però già sollevato i dubbi di Bruxelles.Senza una svolta entro il fine settimana, già lunedì l’Italia potrebbe vedersi recapitare il primo avvertimento della Commissione. Ma il presidente del Consiglio, parlando nel pomeriggio con gli eurodeputati Pd, ha rivendicato che ora l’Europa deve prendere una nuova direzione e deve essere la famiglia progressista a guidarla. Ai ‘dem’ ha riferito della visita alla Casa Bianca. Lasciando il summit ha ribadito di “condividere tutte le parole di Obama”, soprattutto sul fatto che “dobbiamo insistere sulla crescita e non sull’austerity, su un modello di mondo fondato sul coraggio e non sulla paura”.
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