10 Ottobre 2016

Usa 2016: il secondo dibattito teso dall’inizio, ancora nel segno della Clinton. Trump la minaccia

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Hillary Clinton e Donald Trump senza esclusione colpi nel secondo dibattito presidenziale, con uno scontro durissimo sulle parole volgari sulle donne del miliardario candidato repubblicano alla Casa Bianca, il quale ha minacciato di mandare in carcere la sua rivale democratica per il suo uso delle email da segretario di Stato. Un dibattito teso sin dall’inizio, con i due candidati che hanno evitato perfino di stringersi la mano e con Trump che è arrivato a minacciare la rivale del “carcere” se fosse presidente.

(Foto © Getty Images - Cnn)

(Foto © Getty Images – Cnn)

Le presidenziali americane non sono più le stesse. Gli attacchi personali e gli insulti l’hanno fatta da padrone al secondo faccia a faccia in tv tra la democratica Hillary Clinton e il repubblicano Donald Trump, non le visioni per il Paese. Il miliardario ha accusato l’ex presidente Bill Clinton, ora aspirante first husband, di aver abusato di donne “come nessuno”, arrivando a schierarne tre in galleria, vicino alle sue nuore. Hillary, che sulle infedeltà del marito non ha risposto, ha ribadito come il miliardario non sia “idoneo” per diventare presidente e ha sottolineato come “le ingerenze russe” nel processo elettorale Usa siano “senza precedenti”.

Il secondo dibattito è stato vinto da Hillary Clinton. Secondo il sondaggio realizzato da Cnn/Orc, l’ex Segretario di stato ha ottenuto il 57% delle preferenze contro il 34% del rivale. Ma il magnate ha fatto meglio delle attese. La Clinton ha vinto nettamente, ma la sua performance è stata meno brillante – almeno a sentire gli intervistati – di quella nel corso del primo duello in tv, quando a dichiararla vincitrice furono il 62% di coloro che avevano guardato il dibattito. Secondo gli analisti di Cnn, dunque non c’è stato il colpo del Ko. Anche per il New York Times “la spavaldaperformance di Trump forse non stabilizzerà la sua candidaura ma è destinata a mettere a tacere le affrettate speculazioni dei giorni scorsi secondo cui potrebbe essere costretto a ritirarsi”.

“Quando sei un vip, alle donne fai ciò che vuoi”. Come era stato ampiamente previsto, la registrazione del 2005 in cui Trump parla delle donne in termini deplorevoli (e condannati come tali all’interno del suo stesso partito) ha dominato l’evento in cui il Tycoon, che si è rifiutato di rendere pubbliche le sue dichiarazioni dei redditi, è stato anche costretto ad ammettere di aver evitato di pagare le tasse, dopo un tracollo nel 1995 grazie alle deduzioni che gli hanno consentito di farlo, a livello federale, per 18 anni. Nello stesso video, il candidato repubblicano si vanta di avere baciato, palpeggiato e tentato di avere rapporti sessuali con donne al di fuori del matrimonio. Trump dice del video: ”Ho detto e fatto cose di cui mi rammarico e le parole che si trovano in questo video di oltre 10 anni fa sono alcune di esse”.

Trump ha definito la rivale “bugiarda” e “il diavolo”, con “tanto odio nel cuore”. Ha inoltre detto che sotto la sua amministrazione “Hillary Clinton sarebbe in galera”, per lo scandalo delle email. “Dovresti vergognarti per aver cancellato le email”, ha tuonato il tycoon newyorchese. “è impensabile che le 30.000 email cancellate riguardassero tutte il matrimonio della figlia Chelsea”, ha osservato il miliardario, ironizzando anche sul fatto che Hillary non conoscesse il significato della lettera “C”, che sta per classificato, sui documenti. “Se vinco darò istruzione al ministro della Giustizia di nominare un procuratore speciale per far luce sulla vicenda, perché non ci sono mai state tante bugie, tante cose nascoste”, ha detto il magnate. “E’ una fortuna che qualcuno con il temperamento di Trump non sia al comando”, ha replicato lei. E lui di rimando: “Perché tu saresti in prigione”.

Il presidente della Repubblican Conference del Senato americano, l’organizzazione ufficiale che rappresenta i senatori in Congresso, chiede ufficialmente che Trump lasci il posto al candidato alla vicepresidenza Mike Pence che ieri lo ha scaricato con un laconico: “E’ indifendibile”. Il senatore John Thune, del South Dakota – il cui ruolo è distinto da quello del leader della maggioranza repubblicana in Senato Mitch McConnell – diventa così il repubblicano più alto in grado nel partito a chiedere un passo indietro del candidato ufficiale. E in serata il presidente americano, Barack Obama, commenta per la prima volta il video scandalo di Trump intervenendo ad un evento elettorale a Chicago: “Cose inquietanti”.”Ipocriti moralisti”: così su Twitter Trump stronca i big del partito repubblicano che in queste ore a gran voce chiedono una sua uscita di scena, tra cui almeno 16 senatori e personalità di spicco come i Bush e Condoleezza Rice. “Le parole di mio marito sono inaccettabili e offensive”: lo afferma Melania Trump, moglie del candidato repubblicano alla Casa Bianca. “Quello che ha detto non rappresenta l’uomo che conosco. Spero la gente accetti le sue scuse. Il suo cuore e la sua mente sono quelli di un leader”, aggiunge.

Hillary, dal canto suo, ha spiegato che non era mai stata messa prima in discussione “l’idoneità” di un candidato per la presidenza ma “Trump è diverso”. Le dichiarazioni contenute nel video dello scandalo, ha rimarcato, “mostrano chi è veramente”: sessista con le donne, razzista con gli immigrati e gli afro-americani, compreso il presidente Barack Obama, e perfino con i disabili. Trump “deve delle scuse al presidente e al Paese”, ha avvertito Hillary. E alla fine, un po di gentilezza. La domanda finale del dibattito, nella quale è stato chiesto ai candidati di dire ciascuno una cosa positiva dell’altro, ha finalmente allentato la tensione. “Rispetto i suoi figli” ha detto Clinton sorridendo e volgendo lo sguardo verso Ivanka, Eric e Donald Trump Jr che ha descritto come “incredibilmente capaci” e devoti. “Non sono d’accordo con quasi nulla di quel che dice o fa, ma questo lo rispetto”. Trump ha espresso una rancorosa ammirazione. “Non molla mai, non cede. Questo lo rispetto” ha detto della rivale. “Non sono d’accordo con molte cose per cui combatte, ma certamente combatte duro”.

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