E’ il giorno della resa dei conti nel Pd. Oggi Matteo Renzi riunisce la direzione, appuntamento che si annuncia particolarmente caldo dopo gli avvertimenti della minoranza, pronta a votare no al referendum costituzionale se non cambia la legge elettorale.

ANSA/ GIUSEPPE LAMI
“E’ quasi scissione – ha detto Gianni Cuperlo in un’intervista alla Stampa – sta a Renzi scongiurarla”. “Vorrei ascoltare la relazione di un premier che, oltre a rivendicare quanto ha fatto, vede i pericoli di una frattura nel centrosinistra e se ne fa carico”. E’ quanto si augura Gianni Cuperlo, esponente della minoranza Pd, guardando alla direzione del Pd di oggi pomeriggio. Come voterà al referendum costituzionale? “Deciderò dopo la direzione di oggi come ho sempre detto” taglia corto Cuperlo.
“Vorrei sentire – prosegue Cuperlo – la volontà di una svolta nelle priorità sociali del governo e un atto concreto sulle regole: elezione diretta dei senatori e nuova legge elettorale che garantisca rappresentanza, collegi e un premio per la governabilità tale da non farci uscire da una repubblica parlamentare”. “I segnali di questi giorni non incoraggiano – rileva -. Io però non voglio arrendermi”. Bersani dice di essere stato trattato come un rottame: ha ragione? “Le parole di Bersani – risponde Cuperlo – mi hanno colpito e ho colto la sua amarezza. Lui si è assunto le sue responsabilità, ma i numeri generosi che oggi in Parlamento sostengono il governo Renzi sono frutto del suo lavoro. Un’antica saggezza orientale dice ‘quando prendi l’acqua al pozzo ricordati di chi lo ha scavato’. Temo che parecchi non conoscano il detto. Spero solo che non vendano il pozzo”.
Ad annunciare che “una apertura ulteriore da parte di Renzi ci sarà” è stato il capogruppo dem alla Camera Ettore Rosato, in una intervista a Repubblica: “Un pezzo della classe dirigente dem non butti via una riforma discussa da trent’anni: sarebbe una cicatrice insanabile”, ha avvertito. Un appello è arrivato anche dal ministro Dario Franceschini: le modifiche all’Italicum possono partire prima del referendum con “correzioni significative, ma mirate” e “spero che ci sia un ripensamento da parte della minoranza”, ha detto in una intervista al Corriere della Sera, perorando la causa del sì al referendum costituzionale che “sta diventando uno strumento contro il premier”. (ASKANEWS)
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