Il Nobel per la Chimica è stato assegnato a Jean-Pierre Sauvage, dell’università francese di Strasburgo, Sir J. Fraser Stoddart, dell’americana Northwestern University, e Bernard L. Feringa, dell’università olandese di Groningen. I tre ricercatori hanno avuto il merito di avere aperto la strada alla realizzazione delle macchine più piccole mai costruite al mondo.

“La più piccola macchina del mondo”: sintesi di macchine molecolari. Le prime macchine realizzate dai tre Nobel sono in grado di riprodurre movimenti che le cellule compiono in condizioni naturali, come la contrazione delle muscolari. E’ un Nobel di confine fra la biologia e la tecnologia perché le ricerche dei tre premiati hanno aperto la strada alla possibilità di realizzare dispositivi sempre più miniaturizzati. Una ricerca chiave, secondo quanto illustrato dalla giuria di Stoccolma, per gli sviluppi futuri dei nuovi materiali, nonché per l’immagazzinamento e lo stoccaggio dell’energia.
Un francese, uno scozzese e un olandese si sono aggiudicati oggi il più prestigioso riconoscimento per la Chimica. Jean-Pierre Sauvage, 72 anni, è nato a Parigi nel 1944 e ha compiuto i suoi studi in Francia, laureandosi all’Università di Strasburgo, dove ora è professore emerito. Ricopre anche il ruolo di Direttore di ricerca emerito presso il Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica (CNRS). Sir J. Fraser Stoddart, 70 anni, è di origini scozzesi. E’ nato a Edimburgo nel 1942, dove si è laureato. Ora è professore di Chimica negli Stati Uniti presso la Northwestern University, a Evanston, Illinois. Bernard L. Feringa, 51 anni, è olandese e insegna Chimica Organica presso l’Università di Groningen. E’ nato nel 1951 a Barger-Compascuum e ha studiato nella stessa università dove adesso lavora. (ANSA)
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