5 Ottobre 2016

Lavena Ponte Tresa, Mastromarino e Buser al lavoro per realizzare parcheggio interrato in piazza Mercato

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L’amministrazione comunale di Lavena Ponte Tresa e quella di Ponte Tresa (CH) hanno presentato una manifestazione d’interessenell’ambito del “Programma di Cooperazione Interreg V Italia – Svizzera” per l’anno 2016, relativo alla costruzione di un parcheggio interrato nell’attuale piazza Mercato, già oggi utilizzata come parcheggio per i frontalieri che usufruiscono della ferrovia Lugano – Ponte Tresa (CH) per raggiungere i posti di lavoro.

Lavena Ponte Tresa, Mastromarino e Buser al lavoro per realizzare parcheggio interrato in piazza Mercato

Lavena Ponte Tresa, Mastromarino e Buser al lavoro per realizzare parcheggio interrato in piazza Mercato. Un intervento utile per tanti frontalieri. La politica di coesione è una delle principali azioni d’investimento dell’Unione Europea nella quale si inserisce anche il programma di cooperazione transfrontaliera. Il nostro territorio al confine con la Svizzera, coinvolto nel “Programma di cooperazione transfrontaliera”, si trova in una posizione assolutamente centrale e strategica. Proprio per questo è stata presentata congiuntamente da Lavena Ponte Tresa e Ponte Tresa (CH) una manifestazione d’interesse per partecipare all’assegnazione dei fondi Interreg, affinchè le amministrazioni comunali, attraverso questo finanziamenti, riescano a realizzare un parcheggio interrato di 120/130 posti auto nell’attuale piazza Mercato a Lavena Ponte Tresa. Si tratta di un parcheggio utilizzato soprattutto da quei frontalieri che, lasciando l’auto in quest’area, si recano sul posto di lavoro utilizzando la linea ferroviaria Ponte Tresa-Lugano. Quindi, il progetto, oltre a puntare ad uno sviluppo sostenibile, mira ad integrare le reti di servizi di trasporto in queste aree di confine italo-svizzere, diminuendo una volta per tutte il traffico su gomma che va pesantemente ad incidere su ambo i territori, incentivando e rendendo più agevole l’utilizzo dei mezzi pubblici. 

“Questo progetto vuole implementare l’offerta di posti auto, attualmente superiore ai 400, che vengono utilizzati dai frontalieri che lasciano la macchina sul territorio italiano e raggiungono i posti di lavoro attraverso la ferrovia Lugano-Ponte Tresa (CH). Vuole quindi essere un intervento di mobilità sostenibile, che per questo motivo si inserisce nei progetti Interreg legati a questa tematica, oltre che un’ulteriore risposta concreta ai temi della mobilità transfrontaliera, in particolare nell’obiettivo di ridurre il traffico su gomma – dice il sindaco di Lavena Ponte Tresa Massimo Mastromarino -. Abbiamo richiesto un finanziamento complessivo per 2 milioni di euro per la realizzazione di 120/130 posti auto interrati. La manifestazione d’interesse verrà presentata e discussa in regione nei prossimi mesi, uscirà poi il vero e proprio bando. Se il progetto verrà accettato ci saranno 36 mesi per poter attuare l’intervento”.

L’intervento risulta estremamente interessante anche dalla parte svizzera, come spiega il sindaco di Ponte Tresa (CH), Daniel Buser. “Questo progetto per i nuovi posteggi dalla parte italiana possiamo dire che è una continuazione di una prima fase che si era lanciata con ‘Il ponte che unisce’ e va a completare il progetto di prolungamento della ferrovia previsto dal dipartimento del territorio, che andrà a sfociare su una nuova stazione sulla Tresa. Il nuovo ponte, che è già un progetto acquisito, unirà le due sponde della Tresa per poi facilitare l’accesso a questi parcheggi in modo da sgravare il traffico sull’arteria già intasata Ponte Tresa, Agno, Bioggio e Manno. Risulta dunque essere un progetto molto importante per la nostra regione. Speriamo poi che grazie a questo e ad altri progetti che girano attorno a questa mobilità, come ad esempio i nuovo trasporti per la zona di Varese, piuttosto che il rafforzamento dei trasporti pubblici nella zona del Malcantone, possano ridurre notevolmente il traffico in questa zona”.

Un progetto legato allo spostamento del baricentro decisionale nella direzione di una mobilità sostenibile soddisfa. Si attende ora il verdetto della Regione.

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