26 Agosto 2016

UNESCO: l’Italia 51 volte “patrimonio dell’umanità”, ma quanta difficoltà nel conservare i beni

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I sassi di Matera, Venezia e la sua laguna, il centro storico di Napoli, i trulli di Alberobello, Crespi d’Adda, solo per citarne alcune, sono tra le 51 meraviglie del nostro Bel Paese inserite nella lista dell’UNESCO come “patrimoni dell’umanità”: siti importanti culturalmente o dal punto di vista naturalistico, la cui conservazione e sicurezza è ritenuta importante per la comunità mondiale.

(toccacielo.it)

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UNESCO: l’Italia 51 volte “patrimonio dell’umanità”. Ecco tutti i centri. Tra gli oltre 150 paesi membri dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, l’Italia, con il suo fascino, è la nazione che detiene il maggior numero di luoghi inseriti in questa lista : partendo dal 1979 con le incisioni rupestri della Val Camonica, fino al 2015, quando è stata riconosciuta la Palermo araba-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale. Al secondo posto la Cina, in cui sono presenti 50 tasselli annoverati dall’UNESCO.

Troppo bella e troppo difficile da conservare. A luglio di quest’anno ad Istanbul si è riunita la 40esima commissione per decidere l’inserimento di nuovi “heritage” : per la prima volta dagli anni 2000 non ci sarà nessuna nomination italiana. Fra i 29 in lizza infatti nessun sito storico o naturale italiano di straordinario valore sarà inserito fra quelli da proteggere. Un fatto che da solo racconta molto sul universo di lunghissima burocrazia, appoggi ministeriali, politici e trattative diplomatiche che coinvolgono Italia e riconoscimenti UNESCO. Ad oggi ci cono 40 siti italiani in “attesa” ovvero candidati ad essere futuri patrimoni dell’Umanità : Orvieto, Lucca, Pavia, Parma, Bergamo oppure le bellezze della Maddalena, Taormina o ancora la Cappella degli Scrovegni o l’isola dell’Asinara.

Franco Bernabè, neo eletto presidente della Commissione Italiana Unesco dopo il mandato Puglisi, racconta che se quest’anno non c’è nessuna italiana è perché “in passato è stata fatta una scelta, una sorta di regalo diplomatico alle altre nazioni. L’iter per il riconoscimento UNESCO è lungo e complesso e due anni fa circa si è scelto di non candidarci: l’Italia da lungo tempo è in testa a questa classifica e c’era la necessità di un riequilibrio delle varie nazioni. Così a questo giro (2016, ndr) nessun italiana è in lizza ma forse nei prossimi anni avremo più chance di andare a colpo sicuro con le nostre scelte, come per la prossima, Ivrea, città industriale del XX Secolo”.

Quindi un patrimonio davvero molto vasto, fatto di storia, arte, cultura e natura. Oh mio Bel Paese, ma quanto sei…

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