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25 Agosto 2016

Colombia, accordo storico per chiudere mezzo secolo di guerra civile tra Governo e Farc

Tempo medio di lettura: 2 minuti

E’ un “accordo storico” quello firmato tra il governo colombiano e i ribelli delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc) per chiudere oltre mezzo secolo di guerra civile. L’intesa, raggiunta dopo quasi 4 anni di negoziati all’Avana, verrà sottoposta a referendum il 2 ottobre.

(worldpoliticsreview.com)

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Colombia, accordo storico per chiudere mezzo secolo di guerra civile tra Governo e Farc. E’ la “fine della sofferenza, del dolore e della tragedia della guerra”, ha commentato il presidente, Juan Manuel Santos, lanciando immediatamente la campagna referendaria per il “SI”. “Questa – ha sottolineato – è un’opportunità unica e storica per lasciarsi alle spalle il conflitto e dedicare i nostri sforzi a costruire un Paese più sicuro, equo, istruito, per tutti noi, per figli e nipoti”. Dalla metà degli anni ’60 a oggi il bilancio terribile è di 260mila morti, 6,8 milioni sfollati e 45mila dispersi. Tre tentativi precedenti di mettere fine alla guerra civile erano naufragati, ma dopo un’intensa offensiva dell’esercito tra il 2006 e il 2009, i ribelli indebolitati hanno acconsentito a sedersi al tavolo delle trattative, fino a sciogliere tutti i nodi rimasti sul tavolo.

Cosa prevede l’accordo? L’accordo, limato dalle delegazioni fino all’ultimo, è composto da sei capitoli sulla giustizia per le vittime, la riforma della terra, la partecipazione politica degli ex-ribelli, la lotta al traffico di droga, il disarmo e l’attuazione e monitoraggio dell’accordo stesso. In base a quanto deciso all’Avana, le Farc cominceranno a trasferire i circa 7mila combattenti dalla giungla in campi di disarmo creati dall’Onu, per poi trasformarsi in partito politico. Le armi deposte verranno fuse per realizzare tre monumenti alla pace, mentre tribunali speciali saranno istituiti per giudicare i crimini commessi durante il conflitto: per quelli meno gravi sarà concesso l’amnestia, che invece non coprirà atrocità come massacri, torture e stupri. Non ci sarà impunità, ha assicurato Santos.

L’accordo annunciato è stato salutato con soddisfazione da tutta la comunità internazionale, a cominciare dal segretario generale dell’Onu, Ban ki-moon, e dall’Alto rappresentante per la Politica estera Ue, Federica Mogherini. Messaggi sono arrivati anche da Guatemala, Bolivia, Ecuador, Venezuela così come da Francia, Germania e Norvegia.

Il presidente americano, Barack Obama, ha chiamato Santos per congratularsi, sottolineando che è un “giorno storico in quello che sarà un processo lungo per la totale applicazione di un’intesa di pace giusta e duratura”. La strada infatti non è ancora del tutto libera dagli ostacoli, a cominciare dall’ex presidente Alvaro Uribe, promotore della campagna per il “No” al referendum del 2 ottobre, nella convinzione che sia stato concesso troppo ai ribelli. Oltre a questo, resta in attività un gruppo ribelle minore, l’Esercito nazionale di liberazione (Eln), la cui strategia dei rapimenti ha vanificato finora gli sforzi per aprire negoziati di pace. Per il capo negoziatore del governo, Humberto de la Calle, l’accordo firmato con la guerriglia è “il migliore possibile”. “Probabilmente tutti volevamo qualcosa di più ma quello raggiunto è praticabile”, ha sottolineato, senza nascondere che l’ultima parola spetta alla “società colombiana, dalla quale ne dipende l’attuazione, primo con l’approvazione con il voto, secondo, se accetta di essere parte della trasformazione necessaria per la pace”. (AGI)

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