23 Agosto 2016

Rio 2016, la Russia fuori dalle Paralimpiadi. L’ira di Mosca: “Un colpo per tutti i disabili”

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Niente Paralimpiadi per la Russia, il Tribunale arbitrale dello Sport ha respinto il ricorso di Mosca in relazione all’esclusione totale dei suoi atleti, in seguito allo scandalo doping scoppiato nel Paese, a partecipare ai Giochi che prenderanno il via a Rio de Janeiro il prossimo 7 settembre.

EPA/HENDRIK SCHMIDT

EPA/HENDRIK SCHMIDT

La Russia non parteciperà alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro in programma dal 7 al 18 settembre. Il Tribunale arbitrale dello sport di Losanna ha infatti respinto il ricorso di Mosca contro l’Ipc, il Comitato paralimpico internazionale, che 16 giorni fa, forte delle ulteriori prove emerse dal rapporto McLaren sul doping di Stato, ha ufficializzato all’unanimità l’esclusione dai Giochi del Comitato paralimpico russo.

La decisione ha scatenato l’ira di Mosca. “Continuano gli attacchi contro lo sport russo. Escluderci dalle Paralimpiadi è una decisione doppiamente cinica, perchè stiamo parlando di persone che ogni giorno provano a superare se stesse. E’ un colpo per tutte le persone disabili”, ha scritto su Facebook il premier, Dmitri Medvedev. Secondo Medvedev “in questa decisione, chiaramente, c’è il desiderio da parte del Comitato paralimpico internazionale di eliminare gli avversari più forti” e “un brutto cocktail, in cui l’80% è composto da questioni politiche e solo il 20% dal doping vero e proprio”.

Il Tas ha decretato l’esclusione “con effetto immediato a causa dell’incapacità di adempiere alle proprie responsabilità associative e in particolare all’obbligo di rispettare il codice antidoping dell’Ipc e il codice mondiale antidoping, di cui è anche uno dei firmatari”. Secondo il tribunale arbitrale, la decisione dell’Ipc “è proporzionata ai fatti” e in più la Russia “non ha allegato alcuna prova che contraddica” quanto emerso nelle scorse settimane.

L’Ipc ha quindi deciso di spingersi là dove non è arrivato il Cio, che a parte l’atletica, ha lasciato alle singole Federazioni russe la possibilità di scegliere i propri atleti ritenuti “puliti” per le Olimpiadi di Rio. Secondo l’Ipc, invece, il rapporto McLaren proverebbe l’esistenza di un sistema russo così corrotto da non poter essere più ritenuto affidabile, con 35 casi positivi in discipline paralimpiche insabbiati in un arco temporale di 4 anni. (AGI)

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