15 Agosto 2016

Rio 2016: Bolt domina, terzo oro olimpico consecutivo. L’Italia sale a 21 medaglie. Le gare di oggi

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Il giamaicano domina anche in Brasile in 9”81: terzo oro consecutivo dopo Pechino e Londra. “Questo è per il mio popolo”, ha detto rivolgendosi alla curva dei tifosi giamaicani. Il campione dice addio ai Giochi Olimpici, “conserverò queste scarpe”. Per i colori azzurri invece ieri tre medaglie con Campriani oro nella carabina 50 metri, argento nella notte per la scherma nella spada a squadre e lo straordinario bronzo di Tania Cagnotti nel trampolino 3m. Il bottino dell’Italia Team conta così 21 medaglie: 7 ori, 8 argenti e 6 bronzi.

(ANSA)

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Più di una leggenda, una divinità scesa dall’Olimpo dello sport in terra carioca: Usain Bolt vince la gara più attesa di ogni Olimpiade, la finale dei 100 metri, per la terza volta consecutiva, impresa finora mai riuscita ad altri e che lo proietta nella galleria degli immortali dello sport. E’ un 9″80 poi corretto in 9″81, in 42 passi, che cancella le velleità di Justin Gatlin, costretto ad accontentarsi dell’argento.

Quello del Lampo è uno sprint irresistibile: Bolt parte male, ai primi 50 metri è quinto ma poi rimonta e si lascia tutti dietro. Cosi’ la folla dell’Engenhao per una volta pieno impazzisce e grida a pieni polmoni il nome del suo campione: “Bolt! Bolt! Bolt!” è l’unica cosa che si sente, mentre lui festeggia gridando e mandando baci a un gruppo di connazionali con i quali si fa anche i selfie, poi passeggiando tenendo in mani un peluche della mascotte Vinicius, infine togliendosi le scarpe. Ma non le tira al pubblico, le tiene per conservarle “perchè queste sono le mie ultime gare alle Olimpiadi”.

Bolt è talmente totalizzante che il suo terzo oro olimpico nei 100 cancella imprese in altre circostanze memorabili come quella del sudafricano Van Niekerk, che vince i 400 stabilendo il nuovo record mondiale e cancellando quello vecchio di 17 anni di Michael Johnson. Ma tutto questo, pur fantastico, si scioglie di fronte a quell’immenso fuoriclasse che da bambino cominciò a correre quasi per scherzo, per arrivare per primo quando la madre lo chiamava per la merenda. Ora è per sempre l’icona della Giamaica, (“Quest’oro è per te, popolo mio: stand up, alzati” urla alla maniera di Bob Marley subito dopo aver vinto. E prima di prendersi una volta per tutte il pantheon dell’atletica.

Rio 2016 come Londra 2012, se al poligono di tiro c’è Niccolò Campriani. L’azzurro (foto Ferraro/GMT), infatti, ha bissato l’oro vinto quattro anni fa nella carabina 50 metri 3 posizioni superando, con un finale thrilling, il russo Kamenskiy 458.8 (con il record olimpico in finale) a 458.5. Il toscano entra così nel club esclusivo degli atleti italiani che hanno conquistato almeno tre ori olimpici: per lui due in una settimana, considerando quello vinto lunedì nella carabina aria compressa 10 m (in cui a Londra, invece, ottenne l’argento). In particolare è il quarto italiano ad aver conquistato due medaglie individuali del metallo più pregiato nella stessa edizione olimpica. Questi i tre precedenti: Nedo Nadi, Anversa 1920 – Scherma, fioretto e sciabola individuale; Sante Gaiardoni, Roma 1960 – Ciclismo, velocità e cronometro da fermo; Domenico Fioravanti, Sydney 2000 – Nuoto, 100 e 200 rana.

Semplicemente unica. Al quinto tentativo Tania Cagnotto è riuscita a vincere la medaglia olimpica dal trampolino 3 metri. E il metallo è lo stesso di quella vinta dal padre Giorgio l’ultima volta a Mosca ’80. Trentasei anni dopo, l’Italia torna quindi sul podio in questa specialità con un’altra Cagnotto (foto Mezzelani/GMT) che si piazza alle spalle delle cinesi Shi (406.05) e He (387.90), grazie all’ultimo tuffo: 81 punti che distanziano la canadese Abel e le consentono di chiudere a 372.80. Il giusto traguardo per la tuffatrice azzurra, raggiunto nella sua quarta finale olimpica, dopo Atene 2004 (ottava), Pechino 2008 (quinta) e Londra 2012 (quarta). E arrivato una settimana dopo l’argento nel sincro vinto con Francesca Dallapè. Per l’Italia Team si tratta della 20ª medaglia a Rio 2016. Una cifra tonda, perfetta, come la carriera di Tania.

La scherma italiana saluta Rio 2016 con l’argento della spada a squadre. A portarla in dote sono i quattro moschettieri azzurri – Marco Fichera, Enrico Garozzo, Paolo Pizzo e Andrea Santarelli (foto Bizzi/GMT) – che cedono soltanto alla Francia per 45-30. Si tratta della quarta medaglia della scherma italiana conquistata in Brasile, dopo l’oro di Daniele Garozzo e l’argento di Elisa Di Francisca nel fioretto e l’argento di Rossella Fiamingo nella spada.

Le gare di oggi.

Tutti i risultati di ieri.

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