“Una donazione grande come il suo cuore ed il suo attaccamento per la nostra Comunità”. Con questo pensiero i volontari della Croce Rossa di Luino hanno accolto la notizia dell’importante donazione ricevuta a favore del Comitato luinese, grazie al lascito della compianta sig.ra Mirella Pion di Lavena Ponte Tresa. 70mila euro vincolati all’acquisto di un’ambulanza che possa essere utile per le tante necessità del territorio.

La notizia è diventata ufficiale solo in questi giorni. “E’ stato un gesto di grande generosità della signora Pion – commenta il Presidente CRI Luino Pierfrancesco Buchi -, che dimostra quanto sia incisivo ed importante il lavoro che i nostri volontari con passione ed impegno svolgono gratuitamente per la popolazione. Questa volontà filantropica rivolta alla Croce Rossa, ai suoi volontari, alla nostra storia è segno di come si stia impostando correttamente un lavoro capillare tra la gente e con la gente. Aiutando chi è in difficoltà nelle nostre due Comunità montane di riferimento, ma anche con particolare attenzione a chi pur non essendo originario del nostro Paese, giunge nella nostra zona in cerca di aiuto”.
“Le attività poi portante avanti dai nostri giovani – continua Buchi -, i servizi di trasporto per le visite mediche, l’assistenza emergenziale tramite il 118, la distribuzione mensile dei pacchi viveri, le raccolte fondi dedicate a temi sensibili, il nostro contributo al campo migranti di Tradate, la presenza al fianco delle realtà territoriali sono alcuni aspetti che inquadrano bene ciò a cui il nostro personale si dedica con passione. La signora Pion, probabilmente aveva colto questi aspetti e, non avendo eredi diretti, decise di aiutare la sua Comunità: il comune, l’asilo, la parrocchia, alcune associazioni di volontariato e la Croce Rossa di Luino”.
“La ricorderemo in più occasioni e l’ambulanza che presto prenderemo, come da vincolo testamentario, sarà a lei dedicata. Stiamo studiando il miglior allestimento possibile che possa essere un valore aggiunto sul territorio nel soccorso e nell’assistenza, facendo la differenza dagli standard delle altre realtà sociosanitarie”, conclude il presidente della CRI Luino.
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