21 Luglio 2016

Doping, solo due atlete russe ammesse a Rio 2016. L’ira di Mosca

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Niente da fare per la federazione russa, che si è vista respingere da parte dell’arbitrato del Tass il ricorso di sessantotto atleti russi, contro il bando esposto dalla Iaaf. Le uniche due atlete che potranno partecipare ai Giochi Olimpici di Rio, sotto bandiera neutra, sono Yuliya Stepanova e Darya Klishina

EPA/HENDRIK SCHMIDT

EPA/HENDRIK SCHMIDT

L’atletica russa non andrà ai Giochi di Rio 2016 per il doping, ma con qualche eccezione possibile: è l’effetto dell’arbitrato del Tas che ha respinto il ricorso di 68 atleti russi contro il bando Iaaf. Rinviando le motivazioni della sentenza, il tribunale arbitrale sottolinea infatti che gli atleti “non sono eleggibili” perchè gareggiano sotto le regole Iaaf che escludono tutta la federazione; ma “qualora alcuni atleti dimostrassero di rispettare in pieno i criteri stabiliti dalla Iaaf, il Cio dovrebbe ammetterli” sotto bandiera neutra. Si tratta di quanto successo già per l’ottocentista Yuliya Stepanova e la lunghista Darya Klishina. “Ma i tempi per seguire questa strada sono molto stretti”, ha precisato il Tas.

Cremlino, inaccettabile colpa collettiva. “Profondo rammarico” per la decisione del Tas di respingere il ricorso contro il bando olimpico da Rio 2016 nei confronti degli atleti russi è stato espresso dal portavoce di Putin, Dmitri Peskov. “Il tema della responsabilità collettiva – ha dichiarato Peskov – dal nostro punto di vista difficilmente può essere accettabile. Si tratta di atleti che si stavano preparando alle Olimpiadi che non hanno a che fare con il doping, i loro test venivano prelevati regolarmente dalle agenzie antidoping straniere”. La sentenza potrà avere influenza anche sulla decisione del Cio sul bando di tutti gli sport russi dalle Olimpiadi: l’Esecutivo del Comitato olimpico internazionale aveva infatti rinviato la decisione definitiva sulle sanzioni dopo il rapporto Wada, citando tra le altre ragioni la necessità di approfondire il rapporto tra responsabilità soggettiva e oggettiva e l’attesa per la sentenza del Tas.

Doping Mosca: Mutko, decisione Tas politicizzata. La decisione del Tas “è in qualche modo politicizzata e non ha basi giuridiche”: è così che il ministro dello Sport russo Vitali Mutko ha reagito alla bocciatura da parte del Tas del ricorso contro il bando olimpico da Rio 2016 sancito dalla Iaaf nei confronti degli atleti russi. “La federazione mondiale (di atletica leggera) è completamente corrotta, tutto è cominciato con loro, le persone nominate nel primo rapporto della commissione indipendente continuano a lavorare”.

Cremlino, inaccettabile colpa collettiva. “Non è il giorno delle dichiarazioni trionfalistiche, perchè non sono alla guida dell’atletica mondiale per escludere atleti: ma la Iaaf ha le sue regole antidoping, e oggi il Tas ha confermato che vanno rispettate”. E’ la prima reazione di sir Sebastian Coe, presidente della federatletica internazionale, alla decisione del tribunale arbitrale di respingere il ricorso di 68 atleti russi contro il bando olimpico. “Siamo grati al Tas per aver supportato la nostra battaglia contro il doping”.- “Profondo rammarico” per la decisione del Tas di respingere il ricorso contro il bando olimpico da Rio 2016 nei confronti degli atleti russi è stato espresso dal portavoce di Putin, Dmitri Peskov. “Il tema della responsabilità collettiva – ha dichiarato Peskov – dal nostro punto di vista difficilmente può essere accettabile. Si tratta di atleti che si stavano preparando alle Olimpiadi che non hanno a che fare con il doping, i loro test venivano prelevati regolarmente dalle agenzie antidoping straniere”. (ANSA)

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