È stato costruito il primo dispositivo basato su questo materiale sottile come un atomo in grado di rendere le comunicazioni wireless più efficienti e veloci. Descritto sulla rivista Nanoletters, il dispositivo è stato costruito dai ricercatori del Politecnico Federale di Losanna (Epfl) guidati da Clara Moldovan.

(independent.co.uk)
Il grafene promette di rivoluzionare l’internet delle cose: comunicazioni wireless più veloci. Per poter dialogare tra loro, gli oggetti connessi, dai telefoni cellulari, alle lavatrici, al tostapane, devono lavorare su piattaforme differenti e funzionare su frequenze diverse senza essere appesantiti da dispositivi troppo ingombranti. Per raggiungere questo obiettivo, i sistemi wireless sono dotati di circuiti riconfigurabili, grazie a dispositivi chiamati condensatori sintonizzabili che sono in grado di regolare l’antenna per trasmettere e ricevere i dati nelle varie bande di frequenza. L’unico problema è che queste tecnologie utilizzano silicio o metalli, che non funzionano bene alle alte frequenze, che invece sono proprio quelle in cui i dati possono viaggiare molto più velocemente.
Per superare questo problema i ricercatori hanno ideato una soluzione a base di grafene, che regola i circuiti su diverse frequenze in modo che possano funzionare a entrambe le frequenze, sia alte sia basse, con un’efficienza senza precedenti. “E’ applicando una tensione che possiamo sintonizzare i nostri condensatori a una determinata frequenza, proprio come sintonizziamo una radio sulle diverse stazioni”, ha detto Moldovan.
Inoltre il dispositivo ha anche altri vantaggi: è molto piccolo (misura circa 0,05 centimetri), è a basso consumo energetico e può essere anche flessibile. “Un condensatore tradizionale – ha spiegato Moldovan – dovrebbe essere mille volte più grande per ottenere la stessa efficienza”. Poiché può essere anche flessibile, il dispositivo può essere utilizzato anche nell’elettronica indossabile da integrare nei vestiti o da applicare direttamente sul corpo umano, come un cerotto, per poter trasmettere dati sulla salute. (ANSA)
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