5 Luglio 2016

Roma: per la morte del giovane studente americano Beau Solomon un fermo per omicidio

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E’ stato fermato questa notte dagli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato Trevi–Campo-Marzio, Massimo Galioto, romano senza fissa dimora di 40 anni, ritenuto responsabile della morte di Beau Solomon, giovane studente Usa il cui cadavere è stato rinvenuto ieri nel Tevere. L’uomo è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto poiché gravemente indiziato di omicidio aggravato da futili motivi. Il fermo del pm sarà sottoposto alla convalida del Gip.

Dal profilo Facebook di Beau Solomon

Dal profilo Facebook di Beau Solomon

Roma: per la morte del giovane studente americano Beau Solomon un fermo per omicidio. E’ stato fermato il presunto assassino di Beau Solomon, lo studente diciannovenne ucciso la settimana scorsa a Roma. E’ un quarantenne senza fissa dimora fermato nella notte dagli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato Trevi-Campo-Marzio. Massimo Galioto, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto poichè gravemente indiziato di omicidio aggravato da futili motivi. Il fermo sarà sottoposto alla convalida del Gip.

Ci sono almeno due testimoni, due passanti che la notte tra il 30 giugno e il primo luglio hanno visto una persona spingere in acqua un’altra all’altezza di Ponte Garibaldi. Beau era stato visto l’ultima volta a Trastevere, in un bar di via della Lungara, la notte tra giovedì e venerdì: a dare l’allarme, il mattino dopo, era stato il suo compagno di stanza alla John Cabot University, l’ateneo Usa in cui avrebbe dovuto frequentare un corso estivo. Un’altra ipotesi valutata dagli inquirenti è quella dell’alterco con un gruppo di sbandati: dopo aver lasciato il pub di via della Lungara intorno all’una, si sarebbe avventurato da solo sulla banchina del fiume incrociando all’altezza di Ponte Garibaldi un gruppo di persone, habitué di quel tratto di sponda. Per motivi da accertare, sarebbe scoppiata una lite e Beau sarebbe stato colpito alla testa e poi spinto in acqua.

Originario del Wisconsin, sopravvissuto da piccolo ad una seria malattia, sportivo praticante, era arrivato in Italia pochi giorni fa: subito dopo la sua scomparsa, parenti e amici avevano rilasciato interviste a network Usa e postato appelli sui principali social network chiedendo – a chiunque ne avesse – informazioni utili a rintracciarlo. Dalla famiglia era trapelata anche la notizia secondo cui le carte di credito del giovane sarebbero state usate dopo la scomparsa di Beau per una spesa complessiva di 1.500 dollari, circostanza poi confermata dagli inquirenti. (AGI)

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