4 Luglio 2016

Brexit, Farage si dimette da leader dell’Ukip per la terza volta: “Obiettivo raggiunto”

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Il leader euroscettico britannico dell’Ukip, Nigel Farage, annuncia l’intenzione di dimettersi da leader del partito che ha fondato. Una decisione forse tattica, che afferma di aver preso dopo la vittoria del referendum del 23 giugno che ha sancito la Brexit, il divorzio dalla Gran Bretagna dall’Ue, suo obiettivo politico da sempre.

(ibtimes.co.uk)

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Nigel Farage ha annunciato le sue dimissioni da leader del partito euroscettico Ukip. “Al momento del referendum ho detto che rivolevo indietro il mio Paese, ora voglio indietro la mia vita”, ha detto Farage in una conferenza stampa a Londra. “Ho deciso di farmi da parte come leader dell’Ukip – ha spiegato – La vittoria del Leave è il coronamento della mia ambizione politica. Mi sono lanciato in questa battaglia perché volevo che diventassimo una nazione che si governa da sola, non per diventare un politico di carriera”.

“L’Ukip si trova in una buona posizione e continuerà, con il mio sostegno, ad attrarre voti. Mentre stiamo per lasciare l’Unione Europea, i termini della nostra uscita non sono chiari”, ha proseguito Farage, affermando che sia conservatori che laburisti rischiano di perdere sempre più contatto con i loro elettori a profitto dell’Ukip.

E’ la terza volta che Farage si dimette da leader dell’Ukip. Aveva guidato il partito fra il 2006 e il 2009, poi è tornato al vertice dopo le elezioni del 2010. Si era poi dimesso successivamente alle elezioni del maggio 2015, dopo che non era stato eletto deputato. Ci aveva però presto ripensato, tornando a guidare il partito. Questa volta, ha però assicurato, non sarà così. Anche se, nota il Guardian, Farage ha lasciato intendere di voler esercitare un ruolo nei negoziati per la Brexit, dicendo di “avere forse qualcosa da dare”.

Corsa in casa Tory, l’Ukip accusato d’ interferire. E’ ormai guerra senza esclusione di colpi nella corsa a cinque per la leadership del Partito Conservatore e del governo britannico: lo staff dell’attuale favorita, la ministra dell’Interno Theresa May, ha accusato l’Ukip, il partito populista dell’euroscettico Nigel Farage, di cercare di intromettersi in casa altrui sostenendo sotto traccia la candidatura di Andrea Leadsom, sottosegretaria all’Energia ed esponente del fronte Leave al referendum sulla Brexit. Leadsom, che a differenza delle cautele tattiche degli altri aspiranti alla successione di David Cameron, ha detto di essere pronta ad attivare senza indugi l’articolo 50 del Trattato di Lisbona per garantire l’avvio immediato delle procedure di divorzio da Bruxelles, sembra emergere in questi giorni come l’avversaria più pericolosa per May. Così, alla vigilia di un primo ballottaggio destinato a ridurre a 4 il numero dei partecipanti alla contesa, i sostenitori di quest’ultima – citati dal Times – vanno all’attacco, avanzando sospetti di un’alleanza di fatto con Farage dopo che uno dei finanziatori storici dell’Ukip si è schierato apertamente con Leadsom. A rinfocolare i dubbi, il fatto che la sottosegretaria all’Energia si è rifiutata di escludere un coinvolgimento dell’Ukip fra i partiti di opposizione che il futuro governo consulterà a margine dei negoziati con l’Europa per l’attuazione della Brexit.

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