14 Giugno 2016

Nel “Quadernario 2016” di LietoColle grande spazio alla poesia polacca del nostro tempo

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Trecentonovantaquattro pagine, 21 poeti italiani, sette poeti polacchi. Questo è in pratica il Quadernario – Almanacco di poesiaq contemporanea 2016 edito da LietoColle e curato quest’anno da Maurizio Cucchi. Si tratta di un’operazione editoriale interamente dedicata alla poesia italiana ed europea contemporanea. La pubblicazione, a cadenza annuale, nel prossimo anno presenterà alcune novità importanti.

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Nel “Quadernario 2016” di LietoColle grande spazio alla poesia polacca del nostro tempo. Nel 2017 il Quadernario uscirà i due volumi e non più in un volume unico: il primo sarà dedicato alla poesia italiana e il secondo alla poesia di altri paesi (nel 2017 sarà dato ampio spazio alla poesia portoghese del nostro tempo.)

Ma occupiamoci dell’edizione 2016. La prima parte del Quadernario 2016 è dedicata ai poeti polacchi tradotti con grande competenza da Marco Bruno, Francesca Fornari, Elżbieta Reginiak, Marcello Piacentini e Leonardo Masi. I poeti sono Adam Zagajewski, Ryszard Krynicki, Julian Kornhhauser, Stanislaw Barańczak, Ewa Lipska, Stanislaw Raginiak e Krystyna Dabrowska. Quest’ultima, nata nel 1979, ha studiato grafica all‘Accademia di elle Arti, ha pubblicato tre raccolte poetiche: Biuro podróży ( 2006), Białe krzesła (2012) e Czas i przesłona (2013). Nel 2013 ha ottenuto due riconoscimenti molto prestigiosi: il premio Szymborska e quello della Fondazione Kościelski. Ha all‘attivo traduzioni di Swift, Hardy, Yeats, Williams. Le sue poesie sono state tradotte in inglese, russo, svedese, tedesco.

Ecco una poesia tratta dall’universo poetico di Krystyna Dabrowska: “Che in poesia la quotidianità sia come le sedie/ /bianche di plastica sotto il Muro del Pianto. /Su di esse e non su poltrone forbite /pregano i vecchi rabbini,/ toccando la pietra del muro con la fronte. /Semplici sedie di plastica, /ci si arrampicano sopra donne e uomini /per vedersi da sopra la barriera che li divide./ E la madre di un ragazzo che ha il bar mitzvah /sale sulla sedia e cosparge di caramelle /il figlio che saluta la sua infanzia. /Che in poesia la quotidianità sia come quelle sedie /che spariscono per far posto al cerchio danzante nella sera di shabbat.” (Sedie bianche)

La seconda parte raccoglie brevi sillogi di poeti italiani più o meno noti: Giampiero Neri, Elia Malagò, Angelo Pini, Mario Santagostini, Maurizio Brusa, Franca Alaimo, Anna Maria Farabbi, Leo Bollettini, Alessandro Niero, Gaia Danese, Italo Testa, Giovanni Turra, Anna Belozorovitch, Greta Rosso, Alessandro Pancotti, Marco Bini, Matteo Bianchi, Maddalena Bergamin, Damiano Scaramella e Davide M. Quarracino.

Particolarmente da apprezzare il saggio del Quadernario di Renzo Franzini che quest’anno è stato dedicato al grande poeta calabrese Lorenzo Calogero (Lorenzo Calogero: alcune osservazioni sul poetico)

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