3 Giugno 2016

4 giugno 1989: la Cina a ventisette anni dalla protesta di piazza Tienanmen

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piazza tien an men

La protesta di piazza Tienanmen, denominata dai media internazionali anche come massacro di piazza Tienanmen, fu una serie di dimostrazioni di massa guidate da studenti, intellettuali e operai nella Repubblica Popolare Cinese, svoltesi all’interno della piazza Tienanmen di Pechino, occupata dai dimostranti dal 15 aprile al 4 giugno 1989. Centinaia i morti, sottostimati, e migliaia i feriti.

Simbolo della rivolta è considerato il Rivoltoso Sconosciuto, uno studente che da solo e completamente disarmato si parò davanti a una colonna di carri armati per fermarli: le fotografie che lo ritraggono sono diventate celebri nel mondo intero e sono per molti un simbolo di lotta contro la tirannia. In Occidente l’avvenimento è conosciuto anche con il nome di Primavera democratica cinese.

La protesta è avvenuta nell’anno in cui si sono rovesciati i regimi comunisti in Europa, avvenimento conosciuto anche come Autunno delle Nazioni. Sebbene abbia avuto un esito drammatico e il numero complessivo delle vittime (morti, feriti e arrestati) rimanga ancora oggi impossibile da stabilire con certezza, i manifestanti e gli oppositori al regime cinese fecero conoscere la verità ai paesi esteri, mostrando quali siano le misure repressive del governo cinese sui diritti umani e la libertà di espressione. Inoltre le dimostrazioni di Tienanmen infervorarono ancor di più gli animi dei protestanti europei (in particolare quelli dei cosiddetti “stati-satelliti”, forzatamente inglobati nell’URSS), dando nuovo slancio alle rivolte contro i regimi socialisti e comunisti; in seguito le manifestazioni (in alcuni casi vere e proprie rivoluzioni) europee portarono alla distruzione del muro di Berlino (quindi anche del Blocco orientale) e alla dissoluzione dell’Unione Sovietica, evento che segna ufficialmente la fine della guerra fredda, avvenuta nel 1991.

L’evoluzione della protesta si può ripartire attraverso cinque episodi: il lutto, la sfida, la tregua, il confronto, il massacro. Ad oggi, sebbene su Internet, giornali e documentari si possano trovare varie testimonianze, filmati e immagini riguardanti la protesta, molti documenti di questi e altri generi sono stati occultati dai mass media cinesi tramite l’utilizzo di censura e disinformazione.

In Occidente la protesta di piazza Tienanmen viene considerata un evento fondamentale e importantissimo del XX secolo, ma in Cina e in generale nell’Oriente le tracce di questo episodio sembrano essere state cancellate e il solo parlarne, specialmente in Cina, è un vero e proprio tabù. Questa forma di dittatura esercitata dal Partito Comunista di Cina, che si estende anche alla propaganda e al controllo pressoché totale dei mass media, diventa piuttosto evidente durante i vari 4 giugno (il giorno del massacro), che vengono commemorati dai manifestanti scampati al massacro e da chi li avrebbe voluti supportare; dal 1989 la festa viene celebrata dalla popolazione con marce o fiaccolate. Durante questa giornata, i mezzi di comunicazione e le autorità militari cinesi tengono d’occhio sia internet (motori di ricerca, chat e social networkcompresi), sia i dissidenti relegati agli arresti domiciliari, sia le persone che decidono di scendere nelle strade per commemorare pubblicamente il giorno della protesta di piazza Tienanmen.

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