“Un capitano vero, un leader silenzioso, schivo, simbolo di un calcio romantico fatto di cuore, polmoni e grinta. E di talento, perché ‘Ago’ ne aveva da vendere”.
Fu un grande giocatore, capitano giallorosso: Agostino Di Bartolomei tra gli anni ’70 e gli anni ’80 segnò la storia della Roma. Vinse il campionato di Serie A 1982-1983. Dopo oltre 18 anni di carriera si ritirò nel 1990 con la maglia della Salernitana. Oltre a queste due, indossò anche la maglia del Vicenza, del Milan e del Cesena.
Dal carattere schivo e riservato, molto lontano dai canoni classici del calciatore, morì suicida la mattina del 30 maggio 1994 a Castellabate, provincia di Salerno, dove viveva, sparandosi al petto con la sua pistola. Erano trascorsi dieci anni esatti dalla finale di Coppa dei Campioni persa dalla sua Roma (di cui era capitano) contro il Liverpool. I motivi del suicidio divennero abbastanza chiari quando fu rinvenuto un biglietto in cui il calciatore spiegava il suo gesto, da ricollegarsi probabilmente alle porte chiuse che il mondo del calcio gli serrava: “mi sento chiuso in un buco”.
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