17 Maggio 2016

Conti pubblici, via libera della Ue all’Italia: flessibilità per 14 miliardi

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Via libera dell’Ue a tutta la flessibilità chiesta dall’Italia. La lettera della Commissione, firmata da Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici sarebbe già sul tavolo del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. L’Ue dunque si appresta a concedere un pacchetto di flessibilità da 0,85 punti di Pil, pari a un bonus da circa 14 miliardi.

AFP PHOTO / GEORGES GOBET (Photo credit should read GEORGES GOBET/AFP/Getty Images)

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Conti pubblici, via libera della Ue all’Italia: flessibilità per 14 miliardi. “Impegni chiari e credibili da parte dell’Italia” sul rispetto degli obiettivi di consolidamento per il 2017 in cambio della flessibilità dei conti del 2016. Questo il patto proposto nella lettera dei commissari europei Valdis Dombrovskis (Euro) e Pierre Moscovici (Affari economici) indirizzata al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, alla vigilia della presentazione delle raccomandazioni specifiche per Paese, attese per domani. La lettera, del 13 maggio, è pronta a riconoscere una “flessibilità condizionata”: spese potenzialmente impattanti su deficit e debito nazionali non verranno calcolati ma non conteggiati a patto di “sforzi ulteriori” di aggiustamento.

Per l’Italia si profila una sconto di circa 14 miliardi di euro: sul totale di deficit e debito non verranno considerate spese per lo 0,85% del Pil. Nella lettera inviata al ministro dell’Economia, Dombrovskis e Moscovici hanno dettagliato le proposte pronte ad essere adottate: piena flessibilità dello 0,5%” di Pil (circa 8,2 miliardi di euro) per le riforme strutturali, un ulteriore 0,25% (circa 4 miliardi) per le spese a bilancio per gli investimenti, più ulteriore flessibilità per lo 0,04% del Pil (circa 700 milioni) per le spese eccezionali legate alla crisi migratoria, e dello lo 0,06% del Pil (circa 950 milioni) per gli interventi in chiave anti-terrorismo. Totale 0,85% del Pil, circa 14 miliardi. Il vero nodo, politico, è rappresentato dalla Spagna. I capi di gabinetto dovrebbero suggerire provvedimenti contro il governo di Madrid per lo stato di salute dei conti, ma il giudizio rischia di interferire nella campagna elettorale in corso. Si vota il 26 giugno, con il partito anti-austerità Podemos che può trarre forza da eventuali stagnate europee. I commissari potrebbero decidere domani per un richiamo più blando.

I due commissari prendono nota dell’impegno dell’Italia di raggiungere un rapporto deficit/Pil all’1,8% nel 2017, ma “in termini strutturali un Paese nella posizione ciclica dell’Italia e con un debito pubblico superiore al 60% del prodotto interno lordo dovrebbe fare uno sforzo fiscale maggiore dello 0,5% ogni anno”. Per Dombrovskis e Moscovici “in principio dovrebbe essere questo lo sforzo fiscale dell’Italia, maggiore dello 0,5% nel 2017 e nel 2018”. In cambio l’esecutivo comunitario è pronto a concedere tutto. “E’ nelle intenzioni” dei due commissari chiedere al resto del collegio di accordare “la piena flessibilità dello 0,5%” di Pil (circa 8,2 miliardi di euro) per le riforme strutturali e ‘scontare’ un ulteriore 0,25% (circa 4 miliardi) per le spese a bilancio per gli investimenti. E’ inoltre intenzione proporre ulteriore flessibilità per lo 0,04% del Pil (circa 700 milioni) per le spese eccezionali legate alla crisi migratoria, e dello lo 0,06% del Pil (circa 950 milioni) per gli interventi in chiave anti-terrorismo. Però “la nostra valutazione attuale è di un deficit dello 0,1% negli sforzi fiscali previsti per il 2017”, scrivono Dombrovskis e Moscovici, sottolineando che per il collegio tutto “è fondamentale che l’Italia agisca in modo che questo gap non si materializzi e che il bilancio del 2017 sia pienamente conforme alle disposizioni del patto di stabilità e crescita”.

Renzi: Padoan ha fatto un lavoro straordinario. Oggi “uscirà lo scambio di missive tra la Commissione Europea e il ministro Pier Carlo Padoan, che ha fatto un lavoro straordinario, e potremo vedere riconosciuto l’elemento della flessibilità che alla fine per l’Italia vale diversi soldi”, ha affermato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a L’Aquila per la firma per il Patto per l’Abruzzo. “Questa flessibilità – ha osservato Renzi – è una grandissima priorità per il nostro paese, così come pure sull’immigrazione. Bisogna affermare l’idea che non si debba vivere di paura e di preoccupazione soltanto, ma si debba avere il coraggio di agire”. (AGI)

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