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29 Aprile 2016

In Kenya rogo-record di avorio e corni. Il presidente: “Stop all’estinzione”

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Un rogo record da 150 milioni di euro: a tanto ammonta il valore sul mercato nero delle 105 tonnellate di zanne d’elefante, 1,35 tonnellate di corni di rinoceronte più pelli di animali esotici a cui domani verrà dato fuoco in Kenya. Sarà il presidente Uhuru Kenyatta ad accendere il fiammifero che innescherà il gigantesco fuoco in cui sarà distrutta una quantità senza precedenti al mondo di avorio e corni appartenenti a specie a rischio estinzione sequestrati ai trafficanti. Attese mille persone ad assistere al rogo.

(lapresse.it)

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In Kenya rogo-record di avorio e corni. Il presidente: “Stop all’estinzione”. Centocinquanta tonnellate di avorio, che sono costate la vita di 8mila elefanti, e oltre 1 tonnellata e mezza di corni di rinoceronte confiscati al mercato illegale verranno bruciati domani nel Nairobi National Park, in Kenya. Sarà il 3esimo rogo di avorio confiscato e il maggiore mai avvenuto nella storia recente e sono attesi circa 1.000 ospiti per assistere alla cerimonia. L’evento è sostenuto dal Kenya Wildlife Service (KWS) e Stop Ivory, insieme all’Africa Wildlife Foundation, Save the Elephants e molte altre organizzazioni. Il messaggio che si vuole trasmettere è molto chiaro: il traffico illegale di prodotti di natura come avorio, corni, pelli di animali protetti come tigri e scimmie, deve essere contrastato con tutte le forze e soprattutto deve essere scoraggiato l’acquisto di prodotti che provengono dal mercato nero di natura. Eliminare gli stock di avorio confiscato è anche un deterrente contro il possibile commercio illegale di questo materiale intercettato dai controlli e dalle indagini portate avanti dal governo africano.

Perdere i nostri elefanti sarebbe perdere una parte essenziale dell’eredità che ci è stata affidata”, ha avvertito il presidente Uhuru Kenyatta al summit con i colleghi di Uganda, Gabon e numerose Ong, “semplicemente non possiamo permettercelo”. “Non saremo ricordati come gli africani che sono rimasti a guardare di fronte alla scomparsa degli elefanti”, ha aggiunto. Solo le zanne che verranno bruciate, provenienti da 8.000 elefanti, varrebbero oltre 90 milioni di euro al mercato nero mentre i corni di 343 rinoceronti ne valgono una sessantina. Il valore complessivo, 150 milioni di euro, è una volta e mezzo quello che il Kenya spende ogni anno a tutela dell’ambiente e delle risorse naturali.

“Da un punto di vista del Kenya non si tratta di denaro in fumo”, ha assicurato il direttore responsabile per la difesa della natura, generale Kitili Mbathi, “l’unico avorio che ha un valore è quello che è attaccato a un elefante vivo”. Del resto il turismo, per lo più legato proprio ai parchi naturali, rappresenta il 12% del Pil keniano e si stima che un elefante vivo genera entrate per il turismo 76 volte più alte rispetto al valore dell’avorio.

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