Giornata storica a Hiroshima, in Giappone, dove per la prima volta un alto esponente degli Stati Uniti ha reso omaggio alle vittime del bombardamento atomico americano. Il segretario di Stato statunitense. John Kerry, ha visitato il Parco della Pace della città giapponese e fatto un appello a “mettere fine alla minaccia nucleare”. Con lui, i cancellieri di Regno Unito e Francia, altre due potenze nucleare, e i colleghi di Italia (con il ministro Paolo Gentiloni), Giappone, Canada e Germania, tutti a Hiroshima per il G7.

(EPA/KAZUHIRO NOGI/POOL)
Giappone: Kerry a Hiroshima, visita al “memoriale”. “Fare di tutto per evitare la guerra”. I ministri hanno visitato il museo e il Parco della Pace e poggiato un omaggio floreale al cenotafio, dove sono scritti i nomi delle oltre 250mila vittime del primo bombardamento atomico della storia, effettuato da aerei americani il 6 agosto del 1945. All’uscita del museo, i ministri sono stati accolti da centinaia di alunni giapponesi che sventolavano le bandiere di tutti i Paesi partecipanti. Kerry non ha fatto l’inchino dinanzi al monumento come stabilisce il protocollo giapponese, al contrario del collega nipponico, Fumio Kishida, originario di Hiroshima, e degli altri ministri partecipanti, che si si sono inchinati in segno di rispetto. Negli Usa, il tema infatti è ancora tra quelli “sensibili” perchè molti considerano il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki come il passaggio storico che evitò altro spargimento di sangue e accelerò la fine della Seconda Guerra mondiale. “Tutti dovrebbero vedere e sentire la potenza di questo memoriale”, ha scritto Kerry però sul libro degli ospiti del museo. “Questo ci ricorda con forza e durezza che abbiamo non solo l’obbligo di porre fine alla minaccia delle armi nucleari, ma anche che dobbiamo fare di tutto per evitare la guerra”, ha insistito il ministro, veterano del Vietnam e diventato con gli anni sempre più contrario agli interventi militari e a favore del disarmo.
Kerry, si è detto “profondamente toccato” dalla visita. “Voglio esprimere a livello personale quanto profondamente io sia onorato e commosso” a essere il primo capo della diplomazia statunitense a visitare questo “straordinario” museo, ha affermato, una visita storica che “non dimenticherò mai”, ha assicurato. Nel comunicato finale della due giorni delò G7, i capi delle diplomazie hanno rivolto un appello per “un mondo senza armi nucleari”. “Noi riaffermiamo il nostro impegno a realizzare un mondo più sicuro e a creare le condizioni per un mondo senza armi nucleari”, si legge nella nota che cita -tra le sfide- “le ripetute provocazioni della Corea del Nord”
La visita di Kerry potrebbe spianare le strada all’arrivo a Hiroshima dello stesso presidente americano, Barack Obama, in occasione del tour in Giappone a fine maggio per il vertice dei capi di Stato e di governo del G7, anche se ufficialmente non è stata ancora presa alcuna decisione. (AGI)
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