10 Aprile 2016

Terrorismo, Isis: gli attentati a Bruxelles un ripiego, il vero obiettivo era ancora Parigi

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L’obiettivo degli autori degli attentati del 22 marzo a Bruxelles era colpire ancora la Francia, dopo gli attacchi del 13 novembre a Parigi. E’ quanto riferisce la procura federale belga, confermando che Mohamed Abrini è l’uomo con il cappello ripreso dalle telecamere dell’aeroporto di Bruxelles prima dell’attentato. A determinare il cambiamento dei piani fu l’arresto del super ricercato Salah Abdeslam, che convinse gli altri componenti della cellula ad agire più in fretta, e a casa loro.

attentati BruxellesGli attacchi di Bruxelles – aggiunge infatti il procuratore federale – sono stati un ripiego per la cellula di jihadisti di Mohamed Abrini, che aveva invece pianificato un nuovo attacco in Francia cui ha poi rinunciato per mancanza di tempo dopo gli arresti di diversi elementi del gruppo, fra cui Salah Abdeslam, quattro giorni prima: “Numerosi elementi dell’indagine dimostrano che il gruppo di terroristi aveva inizialmente intenzione di colpire ancora in Francia. Sorpresi dalla rapidità dei progressi dell’indagine hanno deciso frettolosamente di colpire Bruxelles”, ha dichiarato infatti il procuratore in un comunicato in cui vengono citati i risultati degli interrogatori del 31enne di origini marocchine, amico da sempre dei fratelli Abdeslam, arrestato venerdì.

Insieme ad Abrini, le forze dell’ordine belghe hanno fermato, nel comune di Anderlecht, Chaouki A e Assia B, in seguito rilasciati, lo svedese di origini siriane di 23 anni Osama K, ricercato con l’identità di Naim al-Hamed, la persona che avrebbe acquistato le borse in cui è stato sistemato l’esplosivo usato negli attentati e che ha poi accompagnato l’attentatore della fermata del metro di Maelbek, ed Herve B M, un ruandese che avrebbe aiutato Abdeslam a nascondersi.

La posizione di Abrini. Abrini, che era stato in Siria nell’estate dello scorso anno, è coinvolto sia negli attentati di Parigi, era a bordo dell’auto usata per portare i kamikaze allo “Stade de France” il 13 novembre insieme a Salah due giorni prima, che in quelli di Bruxelles. Ha ammesso di essere il ‘terzo uomo’ del commando dell’aeroporto di Zaventem e di aver gettato gli abiti che indossava quel giorno in un cestino dell’immondizia e di aver rivenduto il suo cappello. Già incriminato in Francia per omicidi di stampo terrorista e partecipazione a gruppo terrorista, è stato ora accusato in Belgio di partecipazione alle attività di un gruppo terrorista, di omicidio di stampo terrorista e di tentato omicidio di stampo terrorista.

 

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