6 Aprile 2016

Amnesty International: “Nel 2015 oltre 1.600 condanne a morte, aumento allarmante”

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Ecco il numero di esecuzioni che lo scorso anno sono state eseguite in 25 Paesi del mondo: più di1.634. Dato che ha segnato un aumento di più del 50% rispetto al 2014, il numero più alto mai registrato dal 1989. La denuncia arriva da Amnesty International: Iran, Pakistan ed Arabia Saudita sono responsabili dell’89% delle esecuzioni. Cliccare qui per leggere il rapporto completo.

Amnesty International: “Nel 2015 oltre 1.600 condanne a morte, aumento allarmante”. Dal rapporto sull’uso della pena di morte nel mondo, diffuso questa mattina da Amnesty International, risulta un drammatico aumento del numero di esecuzioni, che ha fatto sì che nel 2015 siano state messe a morte più persone che in qualsiasi altro anno dell’ultimo quarto di secolo. La spirale di esecuzioni è dipesa in larga parte da Iran, Pakistan e Arabia Saudita. Nel 2015 sono stati messi a morte almeno 1634 prigionieri, oltre il doppio rispetto all’anno precedente e il più alto numero registrato da Amnesty International dal 1989. Il dato del 2015 non comprende la Cina, paese dove è probabile che le esecuzioni siano state migliaia e che tuttavia tratta le informazioni sulla pena di morte come segreto di stato.

“L’aumento delle esecuzioni, lo scorso anno, è profondamente preoccupante. Mai negli ultimi 25 anni erano state messe a morte così tante persone. Nel 2015 i governi hanno continuato senza tregua a togliere la vita sulla base del falso assunto che la pena di morte ci rende più sicuri” – ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International. “Iran, Pakistan e Arabia Saudita hanno fatto un uso senza precedenti della pena di morte, spesso al termine di processi gravemente irregolari. Questo massacro deve cessare” – ha aggiunto Shetty. “Per fortuna, gli stati che continuano a eseguire condanne a morte sono una piccola e sempre più isolata minoranza. La maggior parte h La cifra totale non include però la Cina dove secondo l’organizzazione per i diritti umani si ritiene che ci siano state altre migliaia di esecuzioni, ma non ci sono conferme sulle cifre. Amnesty cita anche i Paesi che hanno abolito il ricorso alla pena capitale lo scorso anno: dalle Fiji a Madagascar, al Congo-Brazzaville e Suriname, alla Mongolia, che ha adottato un nuovo codice penale in vigore a breve.

La Cina è il Paese in cui si ritiene vengano eseguite più condanne a morte (seguita da Iran, Pakistan, Arabia Saudita e Stati Uniti): si ritiene che lo scorso anno nella Repubblica Popolare siano stati uccisi in migliaia e altrettanti condannati a morire. Per quanto emergano segnali che il numero delle esecuzioni nel Paese sia diminuito negli ultimi anni, il riserbo che circonda l’argomento rende impossibile una conferma definitiva.

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