Dopo la presentazione del progetto “Proposte azzardate”, avvenuto lo scorso 22 marzo a Luino, domani vi saranno due conferenze a Luino, alle 17 in Municipio e alle 21 all’Auditorium CFP, nelle quali interverranno esperti del settore per affrontare il tema del gioco d’azzardo patologico. Abbiamo intervistato Francesca Zamboni, della cooperativa Codici, che insieme ad alcuni colleghi, Manuele Battaggi, Davide Vasto e Simona Convertini, ha effettuato la mappatura e la ricerca sul distretto di Luino: ben 111 gli esercizi autorizzati dall’Agenzia dei Monopoli e dei Giochi, tante le criticità e gli aspetti da migliorare.

Manuele Battaggi della Cooperativa “Lotta contro l’emarginazione” e Francesca Zamboni di “Codici”
Domani verranno svelati i dati sul VLT e slot machine nel “Distretto di Luino”. Il progetto “Proposte Azzardate”, presentato una settimana fa presso il Comune di Luino, è partito da qualche mese e per domani sono in programma due eventi che permetteranno ai cittadini ed agli addetti ai lavoro di conoscere al meglio il lavoro. Prima all’interno del Municipio, alle ore 17, quando sono invitati a partecipare amministratori locali, tecnici, esperti del settore come la Polizia Locale e i Servizi Sociali, mentre alle ore 21, all’Auditorium del CFP di Luino quando l’incontro sarà aperto a tutta la cittadinanza. Il tema è molto sentito in un territorio come il nostro dove negli ultimi anni sono proliferati esercizi autorizzati e sale slot. Tanti i bar ed i bar-tabacchi presenti in zona che, a loro volta, ospitano le cosiddette “macchinette mangia soldi”. Proprio per questa ragione abbiamo deciso, prima dell’incontro di domani, di intervistare Francesca Zamboni, della cooperativa Codici di Milano, che ci ha raccontato da dove è partito il progetto ancora in fase di svolgimento, come è stato sviluppato e quali sono le sue finalità.
Da dove nasce il progetto “Proposte Azzardate”?
Siamo partiti da un bando di Regione Lombardia pubblicato lo scorso anno riguardante il gioco d’azzardo. La richiesta fondamentale del bando era quella di costruire, sul territorio, una mappatura che permettesse di elaborare strumenti utili all’analisi, in toto, degli esercizi autorizzati dall’Agenzia dei Monopoli e dei Giochi e delle apparecchiature presenti. Partendo da questo presupposto abbiamo lavorato su due livelli: il primo quello di creare uno strumento di consultazione pubblica e visiva, attraverso una mappatura geolocalizzata di sale slot, bar e bar-tabacchi che ospitano le macchinette, di luoghi sensibili e di presidi assistenziali per curare il gioco d’azzardo patologico. Il secondo livello, invece, è quello della sensibilizzazione attraverso una campagna informativa. Una legge regionale del 2013, è utile ricordarlo, prevede che non si possano autorizzare esercizi con apparecchiature vicini a luoghi sensibili come scuole, oratori, centri anziani o centri di culto. La verifica ed il controllo deve essere svolto dalle amministrazioni e dagli uffici tecnici.
A che punto siete con la mappatura?
La presenteremo domani sera, ma è ancora in fase di realizzazione visto che dovremo completare i dati sulla localizzzione e sulla capillarità degli esercizi proprio in rapporto alla presenza dei luoghi sensibili. Importante sarà, in fase conclusiva, il terzo livello di informazione, vale a dire quello relativo ai “presidi” che si occupano di affrontare la patologia del gioco d’azzardo. Mi riferisco ai SerT o ai centri privati-sociali di volontariato attivi in questo momento sul territorio e che possono essere un fondamentale appoggio per i giocatori d’azzardo patologici e per le loro famiglie.
Come avete effettuato nella pratica la mappatura degli esercizi autorizzati nel “Distretto di Luino”? Quale la situazione?
La prima parte di lavoro l’abbiamo effettuata analizzando i dati disponibili sul sito dell’Agenzia dei Monopoli e dei Giochi, consultando l’elenco RIES. Si tratta di dati pubblici, scaricabili da Open Data Lombardia, riguardanti i luoghi sensibili, le liste degli esercizi autorizzati, la geolocalizzazione per longitudine e latitudine ed i presidi SerT. Sul campo, in un secondo luogo, abbiamo effettuato un’osservazione ad hoc di tutti i centri presi in considerazione, ben 111 nel Distretto di Luino. In totale hanno avuto l’autorizzazione 122 centri: gli undici non analizzati o hanno cessato l’attività, o hanno dismesso le macchinette oppure sono posti in cui non abbiamo ottenuto l’accesso perchè strutture private.
Se da una parte Regione Lombardia pubblica un bando per mappare il territorio, cercando di raccogliere più dati utili e possibili, dall’altro i Comuni ancora non riescono a dare incentivi ai commercianti intenzionati a togliere le macchinette dalle proprie strutture. Non credi vi sia una contraddizione di fondo?
Sicuramente è meglio chiarire le competenze di ciascuno e gli elementi in materia di ogni ente. Noi ad esempio, rispondendo al bando, con CODICI di Milano, la COLCE di Sesto San Giovanni, la Aquilone di Sesto Calende e la Cooperativa “Lotta contro l’emarginazione”, abbiamo come obiettivo quello di dare informazioni agli amministratori locali, al comune di Luino e a tutti i comuni del Distretto. Proprio per questa ragione cercheremo di segnalare e dare indicazioni specifiche in merito, in termini di criticità del settore. Lo scopo di questo lavoro è quello di portare i Comuni da una parte, se è il caso, a prendere decisioni per regolamentare e, dall’altra, a creare politiche ad hoc per informare e prevenire. La legge regionale che regolamenta la distanza di 500m delle sale slot dai luoghi sensibili, deve essere verificata dalle amministrazioni comunali, vale a dire dalla Polizia Locale che deve controllare ogni singolo esercizio. Molti comuni stanno provvedendo ad effettuare questo lavoro, altri meno. Ad esempio, se ci fossero più controlli, non avremmo solo il 18% di brochure o materiale di informazione e sensibilizzazione sui pericoli del “gambling” all’interno dei locali interessati. Il nostro lavoro era quello di elaborare una fotografia del territorio, partendo da quegli elenchi pubblici a cui prima facevo riferimento.
Quali affinità e differenze si trovano entrando nelle sale slot, bar e bar-tabacchi che ospitano le slot machine?
Si tratta di contesti diametralmente opposti tra loro: uno è quello dei bar o bar-Tabacchi-Lotto, l’altro è quello delle Sale scommesse, corner e sale da gioco, strutture dedicate solo ed esclusivamente a slot machine e videolottery. Entrando in questi luoghi chiunque può rendersi conto della diversità tra di esse. Da una parte ci sono ambienti costruiti per giocare con tutte le comodità, tendenzialmente non sono luoghi di passaggio. L’intento è quello di creare una “bolla” ai giocatori con vetrine oscurate, musica di sottofondo e luci soffuse, far perdere la cognizione del tempo. All’interno vi sono anche dei piccoli bar… nell’altro gruppo, invece, c’è molto rumore e se vi sono slot nelle sale principali, dove la gente è di passaggio, la riservatezza è molto più complicata. Inoltre, è da sottolineare l’aspetto legato alle regole precise che ogni sala possiede al suo interno: non si può parlare con i giocatori, non si possono osservarli da dietro mentre giocano; in alcuni posti ci sono cartelli che avvisano gli avventori, in altri, invece, si tratta di una regola implicita.
Vi è capitato mai di rapportarvi con i giocatori presenti all’interno di queste sale?
Per scelta abbiamo deciso di non prendere mai contatti con i giocatori, anche perchè ci sembrava fuoriluogo osservare e avvicinare persone all’interno di esercizi pubblici. Non è un posto adatto per confrontarsi i giocatori e, inoltre, non era neanche un nostro obiettivo. Principalmente, però, abbiamo stimato che la fascia di età media va dai 30 ai 60 anni, con una prevalenza del sesso maschile in tendenza con i dati in ambito nazionale. Nel distretto sanitario di Luino, che comprende 26 paesi della zona, vi sono, al ribasso, circa 250 persone che soffrono di gioco d’azzardo patologico e che si stanno rovinando la vita.
Un altro step del progetto è quello di creare una campagna informativa che sensibilizzi la cittadinanza a stare lontano delle slot machine. In che modo avete pensato di organizzarla?
La sensibilizzazione che faremo sarà organizzata attraverso una campagna pubblicitaria cartacea. Presenzieremo nelle sagre di paese e nelle feste popolari dei Comuni del “Distretto di Luino”, ma ancora dobbiamo definire modalità e strumenti. Il nostro obiettivo è quello di promuovere la campagna all’interno di questi contesti, probabilmente da maggio a luglio.
Secondo te le sale slot del territorio pubblicizzeranno la vostra campagna informativa?
Dipenderà senza dubbio dall’esercente nonostante gli ambiti di gioco siano legali e legittimi. Le interazioni con loro in alcuni casi sono state positive: alcuni di questi incentivano la sensibilizzazione, altri non hanno una posizione ed altri ancora sposano solo l’obiettivo commerciale. Particolari, in alcune circostanze, alcuni gestori di bar che ci hanno riferito di rendersi conto della presenza costante di alcuni giocatori che passano molto tempo davanti alle slot. Ci hanno detto di non saper come fare ad aiutarli, come intervenire… anche se non è sicuramente una loro priorità questa. Noi lavoreremo su altri canali, sensibilizzare i giocatori all’interno delle sale slot per noi sarà marginale.
Quali sono i presidi territoriali utili ai giocatori affetti dalla patologia?
Ancora stiamo finendo questa parte di mappatura, ma posso dire che sul territorio è presente solo il SerT di Cittiglio. Le persona patologiche, che vogliono farsi seguire, spesso, sono inviate a Cittiglio, ad Arcisate o Varese. Il nostro lavoro, infatti, mira anche a questo: far incontrare gli assistenti sociali, gli educatori ed il SerT, per permettere di ottenere punti in comune e costruire protocolli d’intesa per intervenire direttamente sul territorio. A Lavena Ponte Tresa, ad esempio, a causa dell’alto numero di giocatori ticinesi, sono stati presi dei provvedimenti sulle sale slot, con un regolamento ad hoc ed orari precisi.
Per gli ulteriori dettagli e tutti i dati della mappatura dello studio “Proposte Azzardate” l’appuntamento è per domani, giovedì 31 marzo, con la “Giornata di sensibilizzazione”:
– ore 17.30, Palazzo comunale di Luino: Matteo Iori (Presidente dell’associazione onlus “Centro sociale Papa Giovanni XXIII” CONAGGIA Coordinamento nazionale Gruppi per giocatori d’azzardo) incontra amministratori e operatori sociali del distretto di Luino.
– ore 21.00, Auditorium Cfp Luino: Matteo Iori (Conaggia Papa Giovanni XXIII) “Il panorama del gioco d’azzardo patologico in Italia”, Riccardo De Facci (CNCA dipendenze e Cooperativa Lotta contro l’emarginazione) “Leggi e progetti sul GAP in Regione Lombardia”, Francesca Zamboni (Cooperativa Codici) “La mappatura di Slot e VLT nel distretto Luinese del progetto Proposte Azzardate”.
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