Claudio Chiarelli e Massimiliano Chiarelli, il padre nato nel 1950 e il figlio nel 1987, sono rimasti uccisi ieri pomeriggio nella riserva di Mana Pools, in Zimbabwe, mentre partecipavano ad un’operazione anti-bracconaggio. Secondo quanto rendono noto all’Adnkronos dall’ambasciata italiana ad Harare, i due connazionali risiedevano nel paese africano dove avevano un’attività di operatori turistici, lavorando nel settore dei safari.

Zimbabwe: uccisi due italiani, padre e figlio. “Scambiati per bracconieri”
Zimbabwe: uccisi due italiani, padre e figlio. “Scambiati per bracconieri”. Due padovani, padre e figlio, sono morti in Zimbabwe, uccisi ieri pomeriggio dalle guardie di una riserva di caccia perché scambiati per bracconieri. La Farnesina ha confermato la notizia sottolineando che l’episodio è avvenuto “in circostanze ancora da chiarire”. I due sono Claudio Chiarelli e il figlio di 19 anni, Massimiliano e sono stati uccisi ieri all’interno del parco “Mana Pools” nello Zimbabwe. Claudio Chiarelli era da tempo nel Paese africano dove è nato il figlio.
Sono attualmente in corso indagini per capire perché i due, padre e figlio, si trovassero lì e quando sarebbero arrivati nel paese africano. Secondo quanto si apprende, i due padovani sarebbero stati uccisi a colpi di fucile dal personale di vigilanza della riserva. L’ambasciata italiana di Harare è in contatto con la famiglia delle due vittime per fornire tutta l’assistenza necessaria.
Lo Zimbabwe, dopo l’indipendenza e la fine dell’apartheid, seppur poverissimo è diventata una delle mete turistiche più gettonate della regione soprattutto da chi ama il contatto con la natura o è appassionato di caccia, come nel caso di Walter Palmer, il dentista americano che uccise Cecil, il leone simbolo della riserva naturale di Hwange e dell’intero Zimbabwe, scatenando le proteste degli animalisti di tutto il mondo.
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