4 Marzo 2016

Libia: liberati gli altri due ostaggi italiani. Ieri l’uccisione di Piano e Failla

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Sarebbero stati liberati i due tecnici italiani rapiti in Libia, Gino Pollicardo e Filippo Calcagno. Alla Farnesina sono in corso verifiche per accertare la notizia della liberazione dei due ostaggi.

Da sinistra Filippo Calcagno e Gino Pollicardo (ANSA)

Da sinistra Filippo Calcagno e Gino Pollicardo (ANSA)

Libia: liberati gli altri due ostaggi italiani. Ieri l’uccisione di Piano e Failla. Sono stati liberati e sono in buone condizioni Gino Pollicardo e Filippo Calcagno, gli altri due tecnici della Bonatti rapiti in Libia a luglio insieme a Fausto Piano e Salvatore Failla, uccisi ieri durante una sparatoria vicino a Sabrata, mentra i sequestratori li stavano trasferendo in un altro covo. “E’ arrivata la notizia anche a me (della liberazione dei due ostaggi italiani, ndr.), ma devo ancora confermarla con l’intelligence”, ha detto il presidente del Copasir, Stefano Stucchi, ai microfoni di RaiNews24. “Avevamo sempre detto che l’importante era riportarli a casa vivi”. Già ieri Giampiero Massolo, direttore del direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, aveva riferito che i due erano ancora vivi. Intanto la Farnesina è cauta e non conferma la notizia della liberazione, e fa sapere che sono in corso verifiche.

E’ di ieri mattina la notizia dell’uccisione di Fausto Piano, 60 anni di Capoterra (Cagliari) e Salvatore Failla, 47 anni siracusano. La dinamica resta da verificare. Ma stando a quanto appreso negli ambienti giudiziari di piazzale Clodio, dove era stata aperta un’inchiesta per sequestro di persona con finalità di terrorismo, i due ostaggi sarebbero stati uccisi mentre stavano per essere trasferiti da un covo all’altro. Da tempo erano stati separati dagli altri due colleghi e ieri, a Sabrata, si trovavano a bordo di uno dei mezzi di un convoglio dell’Isis attaccato dalle forze di sicurezza libiche. Negli scontri tra Isis e forze libiche sono morti almeno otto miliziani, la maggior parte dei quali di nazionalità tunisina. Secondo Massolo, “nella zona di Sabrata risulta che i nostri quattro connazionali fossero stati sequestrati e tenuti da parte di organizzazioni con una connotazione principalmente criminale più che jihadista”. Anche secondo Stucchi, “è da dimostrare che i sequestratori appartengano all’Isis”.

La notizia ieri aveva subito scatenato la polemica politica, rinfocolando le perplessità e i dubbi che da giorni si addensano sulla possibilità sempre più concreta che l’Italia possa intervenire direttamente in Libia. Il leader della Lega, Matteo Salvini, attacca palazzo Chigi e il Quirinale e dice che “Renzi ha le mani sporche di sangue, tanto in Italia quanto in Libia”. Al premier, “che va in giro a fare il fenomeno”, Salvini chiede di spiegare “alle famiglie dei due italiani forse uccisi e alle famiglie di chi probabilmente cadrà quello che non ha fatto il governo di fronte alla guerra. Siamo di fronte ad un allarme planetario – aggiunge – e Mattarella gode che qui sbarcano decine di migliaia di persone. Mentre arrivano le notizie dalla Libia, il Presidente della Repubblica si vanta del fatto che l’Italia è all’avanguardia per l’accoglienza degli immigrati. Questi o sono matti o sono complici, da Renzi a Mattarella”. (AGI)

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