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26 Febbraio 2016

La Comunità Montana del Piambello al fianco dei frontalieri: “Governo e Regione rispettino il territorio”

Tempo medio di lettura: 4 minuti

Negli scorsi giorni la Comunità Montana del Piambello si è riunita nella sede di Arcisate, approvando una delibera a tutela dei lavoratori transfrontalieri e del sistema economico-territoriale derivante. Sono tante le preoccupazioni espresse da parte della presidente, Maria Sole De Medio, e dal presidente dell’Associazione Comuni Italiani di Frontiera, il sindaco di Lavena Ponte Tresa, Pietro Roncoroni.

(cdt.ch)

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La Comunità Montana del Piambello al fianco dei frontalieri: “Governo e Regione rispettino il territorio”. Continua a tener banco in Provincia di Varese la delicata situazione dei frontalieri che, in base all’accordo Italia-Svizzera, vedrebbero rivoluzionare nei prossimi anni la loro fiscalità. Tanti gli incontri e le riunioni svolte in questi mesi tra Luino, con la presenza del Governatore di Regione Lombardia, Roberto Maroni, Lavena Ponte Tresa e Porto Ceresio. Il problema, però, è che attualmente non si è ancora creata una rete che possa garantire un fronte comune per la tutela degli oltre 60mila lavoratori che quotidianamente viaggiano verso la terra elvetica per lavorare. Se da una parte Maroni auspica che il comune di Luino si faccia capofila, a livello locale, di un progetto e di un documento condiviso da presentare a tutti i comuni della zona, dall’altra parrebbe, per motivi puramente politici, non ci sia una grande volontà di interfacciarsi tra Regione e Governo.

Il documento approvato in tutela dei frontalieri. Dal canto suo, però, la Comunità Montana del Piambello, lo scorso 15 febbraio ha approvato un documento che mira a tutelare i frontalieri, esprimendo tutto il proprio dissenso per l’accordo Italia-Svizzera e le preoccupazioni per le ricadute socio-economiche che questo potrebbe innescare sul territorio. Che il Nord della Provincia di Varese sia caratterizzato dalla presenza consistente dei frontalieri è cosa nota e storicamente questo fenomeno ha consolidato equilibri basati proprio sulle loro potenzialità. L’accordo, secondo il documento approvato, andrebbe a minare questa situazione di stabilità e sarebbero tante le conseguenze negative che potrebbero innescarsi. Il “nuovo regime di imposizione comporterà l’applicazione in Italia delle imposte sull’intero reddito, detraendo quanto già versato in Svizzera nonché alcune spese quali gli interessi sui mutui e le spese mediche” e “nel medio periodo questo comporterà una decurtazione delle remunerazioni dei lavoratori frontalieri nella misura stimabile del 20 %”. La Comunità Montana del Piambello, inoltre, esprime grande preoccupazione per l'”iniziativa intrapresa da Regione Lombardia e dall’Asl della Provincia di Varese prima, e confermata anche dall’attuale ASST Settelaghi (cui è passata la competenza dal 1° gennaio 2016), di richiedere ai lavoratori frontalieri un contributo/tassa per poter accedere alla sanità regionale”. Oltre alla tassazione e alle questioni legate alla Sanità, vi è anche il problema dei ristorni per i quali si prevede un peggioramento nei bilanci dei comuni di frontiera, in aggiunta al fatto di esser stati estromessi dagli accordi bilaterali. Così, la Comunità Montana del Piambello, “ente rappresentativo di un territorio in cui i lavoratori frontalieri costituiscono una rilevante massa sociale, si è attivato per evidenziare la grave situazione che è in procinto di realizzarsi, ponendo in essere una diffida politica al governo centrale a che non dia corso a un accordo così fortemente penalizzante per l’economia e l’assetto sociale del territorio“.

La Comunità Montana del Piambello delibera: “di esprimere il proprio forte dissenso nei confronti dei contenuti dell’accordo siglato lo scorso 22 dicembre tra Italia e Svizzera in tema di lavoratori frontalieri”; di manifestare la forte preoccupazione sulle ricadute che i contenuti di questo accordo genererebbero sull’economia e sull’assetto sociale del territorio; di chiedere formale chiarimento ai vertici della sanità regionale e locale in relazione alla interpretazione della Legge n. 364 del 15.11.2000, con particolare riguardo all’organo o soggetto che da cui proviene la direttiva e le motivazioni su cui è basata; di diffidare politicamente, pertanto, il governo centrale a che non dia corso a un accordo dai contenuti così penalizzanti per la popolazione; di diffidare politicamente il governo regionale a proseguire l’iniziativa fortemente penalizzante intrapresa nei confronti dei lavoratori frontalieri in relazione all’accesso al servizio sanitario.

“La delibera credo esprima al meglio il mio pensiero – spiega la presidente della Comunità Montana del Piambello, Maria Sole De Medio -. Edulcorata da personale sfiducia nei confronti dell’attenzione oggettiva e genuina che dovrebbe esserci in chi rappresenta questo territorio a Roma e Milano, poco vorrei aggiungere, se non che qualora ai frontalieri fosse davvero assegnato l’onere di versare una cifra stimabile attorno ai 45 milioni di euro l’anno solo in provincia di Varese, la sanità d’eccellenza e non solo quella di diritto dovrebbe essere qui e non altrove. Mi piacerebbe infatti tanto sapere come l’incasso ipotizzato dai solerti e zelanti funzionari, sia stato posto a bilancio di previsione… anche in uscita”.

“La delibera è chiara e all’interno vi sono tre punti salienti – spiega il presidente ACIF (Associazione Comuni Italiani di Frontiera), Pietro Roncoroni -. La priorità non è il ristorno ma la tutela dei frontalieri in base alla riforma fiscale che deriverà. La diffida verso la Regione Lombardia e verso il Governo è fondamentale perchè entrambi gli enti stanno sottovalutando l’aspetto socio-economico, nonostante l’allarmismo ingiustificato di alcune realtà locali visto che le dichiarazioni in merito si sprecano. Vogliamo maggior chiarezza anche per quanto riguarda la tassazione sulla sanità: l’ambiguità, da una parte, e la scorretta interpretazione, dall’altra, non ci hanno aiutato ed è da evidenziare come questa situazione ci sia solo nella Provincia di Varese e non in quella di Como o del Verbano Cusio Ossola. Mi auguro che si possa arrivare ad una soluzione nel più breve tempo possibile. Per la fiscalità, le proiezioni non andrebbero ad incidere sui bassi redditi. Ovviamente poi dipende dal nucleo familiare, dagli oneri sociali o da altre spese, ma ci sarà la possibilità di detrazione dal 730. Infine, dico al sindaco di Luino, Pellicini, che potrà contare su di me per costruire un’azione collettiva a tutela dei frontalieri. I tempi ci sono visto che la calendarizzazione parlamentare è ancora lontana”.

Per leggere integralmente il documento approvato dalla Comunità Montana del Piambello cliccare qui.

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