Si va verso un rinvio alla prossima settimana dell’esame al Senato del testo sulle unioni civili. Il presidente dei senatori Dem Luigi Zanda ha chiesto la convocazione della Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama per fare il punto. “Ieri abbiamo registrato un fatto politico nuovo – dichiara – un gruppo che sembrava favorevole a un iter del provvedimento ci ha ripensato. Quindi serve un lavoro di riflessione per riannodare dei fili politici”.

(Foto ANSA/ANGELO CARCONI)
Unioni civili, nuovo giorno di battaglia. La seduta è stata sospesa per riprendere alla fine della riunione dei capigruppo. Ma prima è stato il caos, scoppiato al momento dell’intervento in aula della capogruppo 5 Stelle Nunzia Catalfo. Grida dai banchi del Pd: la tensione tra dem e grillini è infatti alle stelle dopo il clamoroso sgambetto con il “no al canguro” espresso ieri dal MoVimento 5 Stelle. Ma anche gli ex M5S strepitano contro la capogruppo. Il presidente Pietro Grasso ha cercato di riportare l’ordine ma poi la bagarre si è scatenata nuovamente quando ha preso la parola Manuela Repetti di Ala difendendo il ‘super canguro’ Marcucci. “Vuoi il canguro? Vaff…”, si è sentito distintamente riecheggiare in aula.
Di fatti politici nuovi che impongono una riflessione per capire come andare avanti sulla legge per le unioni civili, ha parlato in apertura di seduta a Palazzo Madama il presidente del gruppo Pd Luigi Zanda, chiedendo al presidente del Senato, Pietro Grasso, di convocare la capigruppo. “Il Pd – ha dichiarato Zanda – continua a pensare che sia necessario fare una buona legge sulle unioni civili. Pensiamo che sia una traguardo sia alla nostra portata, che noi fortemente vogliamo ma dobbiamo registrare che ieri si è verificato un fatto politico nuovo”. Zanda, senza nominarla, ha fatto riferimento alla decisione del M5S di non votare l’emendamento Marcucci che, se approvato, avrebbe assorbito gli emendamenti presentati dalla Lega Nord e dai centristi. “Questa condizione – ha osservato – muta naturalmente la situazione e i passaggi d’aula che ci aspettano”.
Proprio sulla scelta dei Cinque Stelle, il sindaco di Parma Federico Pizzarotti ha criticato apertamente la linea e, in particolare, la decisione dei senatori del MoVimento di smarcarsi dal cosiddetto ‘super canguro’: “Ddl Cirinnà,un’occasione persa. ‘A che serve avere le mani pulite se poi si tengono in tasca’. Don Milani, frase che si adatta spesso bene” ha scritto il sindaco su Twitter.
Anche le associazioni Lgbt hanno qualcosa da dire ai pentastellati: “Il Movimento Cinque Stelle, in poche settimane, èpassato da un sì incondizionato alla legge Cirinnà alla libertà di coscienza sulla stepchild adoption per poi arrivare, ieri, agli applausi del centrodestra” quando è stato annunciato che i senatori pentastellati non avrebbero votato l’emendamento Marcucci, “l’unica strada, al momento, che può assicurare l’approvazione della legge senza stravolgimenti”. “La vostra coerenza – proseguono le associazioni in una nota è un lusso a 5 Stelle che pagheremo solo noi”. E ricordano: “Le regole democratiche vanno rispettate e applicate per tutelare i cittadini, non contro di loro”.
La richiesta di rinvio dell’esame del ddl per martedì è stata avanzata dal capogruppo Zanda all’avvio dei lavori dell’Aula. Si fa sempre più plausibile, viene spiegato da fonti Pd, l’ipotesi di procedere con uno stralcio dell’articolo 5, ovvero quello sulle adozioni gay. Dopo la battuta d’arresto subita ieri, infatti, nel Pd si tenta di ricompattare l’area cattolica, ma resta l’ostacolod elle adozioni. Il pallottoliere è la bussola in questo momento: senza adozioni si perderebbero i voti della sinistra dem, dei Giovani turchi, ma anche di Sel e forse dei grillini (dei quali però il pd non si fida più). Oggi, però, il clima è ancora teso, anche dentro lo stesso Pd, per questo la scelta di rinviare l’esame del ddl appare quella che meglio mette in sicurezza le sorti dello stesso.
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