14 Febbraio 2016

Un sogno lungo 5 giorni: le avventure di un simpatico “cialtrone” inviato a Sanremo

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Luca Cirio da anni segue il Festival di Sanremo commentandolo sul proprio profilo Facebook. Per la sessantaseiesima edizione, invece, insieme a Radio Hinterland ha creato la pagina Facebook “Noi ci Sanremo”, nella quale ha raccontato tra ironia, critiche e voti, le cinque serata del 2016. “Lo Stivale Pensante”, così, ha collaborato proprio con Cirio per seguire a sua volta il Festival grazie ad un live tweeting. E’ stata un’esperienza impegnativa, soprattutto per Luca che, da Sanremo, non solo ha seguito le serate, ma ha anche partecipato conferenze stampe ed eventi che hanno fatto da cornice al Festival. Ecco un suo “articolo-racconto” di quello che per lui è stato questo Sanremo 2016, che ha visto ieri la vittoria degli Stadio.

Luca Cirio, il nostro inviato a Sanremo per il Festival

Luca Cirio, il nostro inviato a Sanremo per il Festival

Dall’inviato a Sanremo, Luca Cirio – Quella sanremese che per me si sta concludendo è una grandissima avventura che porterò per sempre nel cuore. Twittatore folle per voi amici de “Lo Stivale Pensante”, fonico per “Radio Hinterland”: si è trattato di cinque giorni di delirio puro, a ritmi serratissimi, in una giostra emozionale frenetica e magnifica. E’ stato veramente fantastico poter fare per una settimana uno dei lavori più belli del mondo, anche se dubito reggerei più di una decina di giorni se dovesse mai capitarmi di farlo seriamente e in modo continuativo.

Sono andato a dormire ogni mattina alle 4 svegliandomi poi alle 8, correndo a intervistare “coso” o a seguire conferenze stampa al Palafiori, che è stato praticamente il mio ufficio per questi giorni di montaggio audio selvaggio, deadline esageratamente vicine tra loro, cibo a caso e mangiato a velocità iperboliche, commento del Festival e poi visione del dopofestival e tentativi vari di incrociare personaggioni in giro per Casa Sanremo, a casa alle 3, ora che ti addormenti sono ancora le 4 e, soprattutto, la sveglia sembra suonare dopo soli 30 secondi di sonno.

Ma ripeterei tutto per un sacco di motivi, ad esempio perché ho trovato prima di tutto la stima e l’affetto dei miei compagni di viaggio, il Team Acrobatico di Radio Hinterland 94.6 FM: il direttore artistico Pietro Spallone, gli speaker e autori del programma “Zerox” Guido Cavazzuti e Andrea “Eddy” Vellini, il regista e umorista-rivelazione Gianluca Tupputi, il videomaker Mattia Pranzo e l’amico co-autore e speaker del programma “FireBall” Nicola Loiodice (insieme alla dolce e paziente collaboratrice Ludovica Anchise). Tutta gente da cui ho imparato qualcosa.

Durante questo tour de force ho scoperto una sfumatura che mai avevo colto di un lato di me, quello determinato e ambizioso, che mi ha portato a buttarmi e a fare tutto quanto in mia possibilità per raggiungere un obiettivo caro al mio cervello e al mio cuore. Non avrei mai pensato di poter essere in grado di buttarmi in mezzo alla bolgia solo per rubare due parole (e una splendida, spontanea e fragorosa risata) a un’artista che, oltre che di infinita bellezza, ho sempre ritenuto essere piena di talento, stile e gusto come Annalisa. Non avrei neanche mai pensato di essere in grado di far consegnare nelle mani di una grande talent-scout come Caterina Caselli un pacchetto pieno di cd demo miei e dei miei amici che secondo me meritano, di sicuro più di me, di essere ascoltati e promossi perché c’è amore e rispetto in tutto ciò che fanno.

Inoltre, non avevo mai avuto la possibilità di rendermi conto di quanto il poter incontrare e conoscere un artista possa condizionare in maniera così determinante l’opinione che tu puoi avere della sua opera. La mia satira su ciò che avvolge il Festival di Sanremo è sempre stata, e probabilmente sempre rimarrà, cattiva e provocatoria, ma mentre una volta tutto era fatto a cuor leggero, a casa, col calore di una coperta e davanti alla tv, in questi cinque giorni è diventato il commento ad un mosaico di cui sei consapevole, nel tuo piccolo, di essere una tesserina posizionata con cura di fianco ad un sacco di altre tesserine piazzate li con la medesima attenzione.

Sembra che il lavoro svolto mi abbia garantito una nuova convocazione per il prossimo anno, vedremo se saprò di nuovo essere all’altezza della situazione, sperando di potervi ancora una volta entusiasmare e far sentire una minima porzione di quella carica emozionale che mi ha completamente coinvolto, trapassato e felicemente devastato.

Il vostro Bittì.

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