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3 Febbraio 2016

L’Istat aggiorna il paniere per il calcolo dell’inflazione, entrano nove prodotti tra cui tatuaggi e lampadine a led

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A fronte dell’uscita dei soli vagoni letto dei treni e le cuccette e dei trasferimenti di proprietà di auto e moto, entrano ben nove prodotti. Le auto usate, i tatuaggi, le lampadine a led, le bevande vegetali, i servizi integrati per le telecomunicazioni, gli alloggi universitari, i panni per catturare la polvere, i bermuda da uomo e infine i leggings per bambine.

(lagazzettapalermitana.it)

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L’Istat aggiorna il paniere per il calcolo dell’inflazione, entrano nove prodotti tra cui tatuaggi e lampadine a led. Nel 2016, ricorda l’Istat, sono 1.476 i prodotti elementari che compongono il paniere utilizzato per gli indici dei prezzi al consumo NIC e FOI, raggruppati in 901 prodotti e 400 aggregati di prodotto (l’anno precedente erano 1.441 prodotti elementari aggregati in 614 posizioni rappresentative secondo il precedente schema di classificazione). Il paniere 2016 per l’IPCA comprende 1.484 prodotti elementari, raggruppati in 906 prodotti e 404 aggregati di prodotto (1.457 sintetizzati in 623 posizioni rappresentative nel 2015).

Il contenuto, la completezza e i dettagli del paniere Istat. “Il paniere dei prezzi al consumo – si legge – ha ormai raggiunto un livello di completezza e dettaglio tale da rendere contenuto il numero di prodotti che ogni anno entrano ed escono dalla rilevazione dei prezzi. Come di consueto le revisioni apportate al paniere nel 2016 sono di diversa natura e finalizzate a cogliere l’evoluzione dei comportamenti di spesa dei consumatori”. Inoltre, rende noto l’istituto di statistica, per ampliare la copertura degli aggregati di consumo (mediante l’aumento di prodotti e prodotti elementari che li rappresentano o mediante l’articolazione ulteriore di prodotti già presenti nel paniere) e tenere conto delle novità introdotte con l’adozione della ECOICOP, sono stati inseriti i prodotti elementari Latte intero fresco e Latte intero a lunga conservazione nell’ambito della nuova sottoclasse Latte intero e il prodotto Latte scremato fresco nella nuova sottoclasse Latte scremato; il prodotto elementare Cocomero-angurie baby è stato introdotto a integrazione dell’aggregato di prodotto Cocomeri-angurie; il segmento di consumo Altri vegetali coltivati per frutta ora include anche le Zucche che si aggiungono agli esistenti aggregati di prodotto Cetrioli, Melanzane, Piselli, Zucchine, Peperoni e Fagiolini. Inoltre, la T-shirt uomo arricchisce l’aggregato di prodotto Camice, t-shirt, polo uomo; il Trapano elettrico è stato introdotto a migliore copertura del segmento di consumo Utensili e attrezzature a motore per la casa e il giardino; i prodotti Ortopedico (libero professionista) e Pediatra (attività intramuraria) arricchiscono il segmento di consumo Servizi medici specialistici; la rilevazione dei prezzi Automobili usate permette di calcolare un indice dei prezzi riferito alla corrispondente nuova sottoclasse che si affianca a quella delle Automobili nuove; il prezzo pagato per l’utilizzo di un Impianto sportivo viene rilevato nell’ambito della nuova sottoclasse di prodotto Servizi ricreativi e sportivi-fruizione come praticante; la rilevazione dei prezzi del Servizio di pittori consente di calcolare un indice riferito a questa nuova sottoclasse migliorando la copertura della classe Servizi per la riparazione e manutenzione della casa.

I beni poco più “peso” dei servizi. Riguardo al ‘peso’ che i prodotti hanno nel paniere, continua l’Istat, nel 2016, diversamente dagli ultimi anni, aumenta anche se di poco quello dei beni a discapito di quello dei servizi (+0,1723 per i beni e -0,1723 per i servizi): i beni passano quindi dal 53,55 al 53,75% mentre i servizi scendono a 46,28 da 46,45%. Nell’ambito dei beni, scende il peso relativo dei Beni energetici, da 9,35% del 2015 a 8,96%, a causa della diminuzione del peso della componente non regolamentata dovuta sia all'”effetto spesa” sia all'”effetto rivalutazione”. Il peso dei Beni alimentari resta sostanzialmente invariato (17,62%) così come quello dei Tabacchi (2,19%). L’aumento di mezzo punto percentuale del peso degli Altri beni (da 24,4 a 24,9%) riflette principalmente l’incremento della componente dei beni durevoli (tra i quali rientrano le automobili) a seguito dell’aumento della spesa destinata al loro acquisto e, in misura minore, di quella dei beni semidurevoli (tra i quali sono inclusi abbigliamento e calzature). Per il comparto dei servizi, gli incrementi maggiori riguardano i pesi dei Servizi vari (da 11,12 a 11,46%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da 17,24 a 17,56%) mentre la diminuzione maggiore si registra per i Servizi relativi ai trasporti (da 7,92 a 7,39%) per via della flessione della spesa sostenuta dalle famiglie nel 2014 e della diminuzione dei prezzi registrata nell’ultimo anno. Il peso della Componente di fondo, ottenuta escludendo gli aggregati più volatili in termini di dinamica dei prezzi (alimentari freschi e prodotti energetici), si incrementa di 0,1648 punti percentuali. Rimane stabile il peso dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (19,97%). (ADNKRONOS)

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