2 Febbraio 2016

Scontro Italia-Ue, il Ppe attacca il Governo. Renzi: “Non prendiamo lezioncine da nessuno dei nostri amici europei”

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L’Italia ha usufruito del massimo della flessibilità possibile, e ora deve attenersi ai suoi obblighi. E’ questo l’avvertimento del presidente del gruppo Ppe al Parlamento europeo, Manfred Weber, nel corso di una conferenza stampa in una pausa dei lavori della sessione plenaria a Strasburgo. Stamane il Presidente del Consiglio ha riacceso le polemiche scandendo un inequivocabile: “Non prendiamo lezioncine da nessuno dei nostri amici europei”.

Accra, 02/02/2016 - il presidente del Consiglio Matteo Renzi interviene in Parlamento (flickr - Palazzo Chigi)

Accra, 02/02/2016 – il presidente del Consiglio Matteo Renzi interviene in Parlamento (flickr – Palazzo Chigi)

Scontro Italia-Ue, il Ppe attacca il Governo italiano. Weber, rispondendo a una domanda sull’Italia e sulle clausole di flessibilità, ha premesso che “dobbiamo essere coscienti della situazione generale, e la situazione è che la flessibilità prevista dal patto di stabilità viene applicata al massimo possibile”. In questo contesto, ha sottolineato, “i socialisti, guidati da Pierre Moscovici (il commissario francese agli Affari economici e finanziari, ndr), hanno ammesso che si sta facendo il massimo e che non c’è più flessibilità”. Dunque, ha concluso, “sarebbe utile che tutti lo riconoscano”.

Da Accra Matteo Renzi tiene alta la tensione con Bruxelles. Il Presidente del Consiglio stamattina ha riacceso le polemiche scandendo un inequivocabile: “Non prendiamo lezioncine da nessuno dei nostri amici europei”. “Per risolvere problemi complessi non basta fare un comunicato stampa. Le polemiche lasciano il tempo che trovano, noi siamo l’Italia ogni anno mettiamo 20 miliardi sul piatto di Bruxelles, avendo indietro, molto meno, 11 miliardi”, ha aggiunto. Quindi “pronti ad imparare ma il tempo delle lezioni è finita, abbiamo fatto le riforme e siamo pronti a dare il nostro contributo all’Europa”. Anzi, sia chiaro che “mai come ora l’Europa è lontana dai valori dei padri fondatori“. Mancanza di progetti, mancanza di strategie: verso il proprio interno e verso l’esterno. Non a caso la critica di Renzi parte anche dalla mancanza di lungimiranza dimostrata dal Vecchio Continente nei confronti dell’Africa. “Per lungo tempo i popoli europei non hanno considerato l’Africa come una opportunita’ ma solo come un problema. Ma le relazioni tra Europa e Africa rappresentano una grande opportunità”, sottolinea. Non a caso “L’Italia è fortemente impegnata a supportare la pace e la stabilità in Africa”.

I segnali della presenza italiana si vedono: “Eni qui ha firmato accordi fino al 2036”. Questo perchè “bisogna avere una visione strategica. Il Ghana ha bisogno di maggiore rapporto con l’Italia e l’Unione Europea, c’è bisogno di avere una strategia di lungo periodo e non polemiche”, e noi “siamo pronti a investire qui e lo facciamo con l’Eni”. “L’Italia deve continuare a investire nei progetti comuni. Sono qui, in Africa, con una delegazione di cui fa parte anche l’Eni, con Claudio Descalzi, per dare un messaggio di buone relazioni e di amicizia fra i nostri Paesi. Un messaggio che vale anche per il futuro”, chiosa il presidente del Consiglio. (AGI)

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