22 Gennaio 2016

Migranti, la Ue chiarisce: “Schengen non si tocca, ma pronti a prolungare i controlli alle frontiere”

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Non c’è “nessuna sospensione di Schengen sul tavolo” della Commissione europea. Il chiarimento arriva dalla portavoce Natasha Bertaud in riferimento alle indiscrezioni della stampa italiana su una possibile modifica del codice sullo spazio europeo di libera circolazione delle persone che consentirebbe una durata massima di due anni dei controlli alle frontiere interne.

(dailymail.co.uk)

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Quello di cui si sta discutendo, ha precisato la portavoce, è piuttosto la possibilità di utilizzare le regole del codice Schengen, in particolare l’articolo 23, l’articolo 25 e l’articolo 26, per prolungare al di là dei 6 mesi massimi previsti la durata del ripristino del controllo alle frontiere. A chiederlo è la Germania, che ha introdotto i controlli per frenare il flusso senza precedenti di profughi in arrivo e che ne avrà diritto fino al prossimo mese di maggio. Per decidere se potrà prolungare il periodo anche oltre, ci sarà bisogno dell’accordo del Consiglio, su parere della Commissione, ha spiegato Bertaud. Dell’argomento, ha aggiunto, parleranno i ministri degli Interni dei Ventotto lunedì ad Amsterdam, durante la colazione del primo giorno della riunione informale del Consiglio Giustizia e Affari Interni a presidenza olandese. Alla riunione, parteciperanno per l’Italia i ministri dell’Interno Angelino Alfano e della Giustizia Andrea Orlando.

Renzi. Sull’ipotesi di una chiusura di Schengen è intervenuto anche il presidente del Consiglio, Matteo Renzi: “Si metterebbe a rischio l’idea stessa d’Europa, ma non dipende dal governo italiano. Noi riteniamo che sia giusto mantenere forte il controllo alle frontiere. Se avverrà trarremo le nostre conclusioni”, dice il premier, anche perchè “sospendendo Schengen non si bloccano i terroristi

Grasso. Per il presidente del Senato, Pietro Grasso, “qualcuno inammissibilmente mette in discussione i grandi principi, addirittura la libera circolazione. Io rigetto con forza qualsiasi benchè minimo arretramento sulle libertà, sui principi di civiltà e sulle acquisizioni della nostra Europa e sono ottimista perchè le conquiste dell’umanità dimostrano la loro grandezza alla prova della storia, e quei valori sono ormai un patrimonio iscritto indelebilmente nell’animo di ogni cittadino europeo, anche nei momenti di smarrimento e di paura che ciascuno vive in questa difficile fase, e qualcuno irresponsabilmente alimenta”, ha detto la seconda carica dello Stato alla cerimonia di conferimento del riconoscimento Altiero Spinelli a Giorgio Napolitano, alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Padoan. Da Davos, il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan avverte che è “pericoloso” mettere in discussione il trattato di Schengen che rappresenta “uno dei pilastri dell’Unione Europea“. “C’è un rischio frammentazione – ha spiegato – che deriverebbe dal fatto che si tratterebbe poi di dare una risposta nazionale ad un problema che è europeo se non globale”. Per il Ministro, occorre infatti “una strategia su scala europea”, e nella direzione di un intervento “proprio nei paesi d’origine per far in modo che il flusso si arresti”. Inoltre, il nostro paese “non è contrario” al fondo europeo ma “occorre una discussione piu’ approfondita di come gestire le risorse”.

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