28 Dicembre 2015

L’Italia soffocata dallo smog: blocco del traffico a Milano, targhe alterne a Roma. Cosa si dovrebbe fare?

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Blocco totale del traffico a Milano per tre giorni da oggi al 30 dicembre. Lo stop ai veicoli privati, attivo dalle 10 alle 16, è stato deciso dalla Giunta comunale a causa della concentrazione, che continua a essere elevata, di polveri sottili (Pm10 e Pm2,5). Ancora allarme smog anche a Roma dove tornano le targhe alterne. Oggi si fermeranno le auto con l’ultima cifra della targa dispari e domani quelle con la targa pari. Ecco cosa si dovrebbe fare per il direttore dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr, Nicola Pirrone.

(ANSA/STEFANO PORTA)

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L’Italia soffocata dallo smog: blocco del traffico a Milano, targhe alterne a Roma. Lo smog soffoca le città italiane e surriscalda la polemica politica fra governo e opposizioni, con Beppe Grillo che accusa “premier e ministri” di passeggiare “incuranti sui cadaveri di 68.000 italiani”. In numerosi centri urbani il Pm10 sta superando da diversi giorni il valore limite di 50 microgrammi al metro cubo. Per questo motivo il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha convocato, per mercoledì 30 dicembre, una riunione per coordinare gli interventi contro l’inquinamento. Sono stati invitati i presidenti di Regione, i sindaci dei grandi centri urbani e il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio. “L’emergenza smog che si sta verificando in molte grandi città italiane può durare ancora molto” ha spiegato Galletti, quindi “la nostra risposta deve essere coordinata e ‘di sistema’, non in ordine sparso”. “Nella legge di Stabilità 2016 – ha ricordato il ministro Graziano Delrio su Facebook – ci sono diverse misure di politiche di sostenibilità, con un carattere innovativo, che possono contribuire all’abbassamento delle emissioni in Italia”. Previste, per esempio, risorse che verranno utilizzate “per favorire l’acquisto di mezzi di ultima generazione per l’autotrasporto di merci su strada”.

I due ministri sono intervenuti dopo gli attacchi giunti dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega Nord. Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog un post dal titolo ‘Morti di guerra in tempo di pace’. “Il 2015 si chiuderà secondo l’Istat con 68.000 morti in più rispetto al 2014” ha scritto Grillo, secondo cui lo smog sta rendendo le città italiane “sempre più simili a Pechino”. Però – ha aggiunto – a Milano “Pisapippa ha distrutto 573 alberi secolari che davano ossigeno”. “Bloccare le auto non serve a nulla”, ha twittato il segretario della Lega Nord Matteo Salvini. “Fossi sindaco mi occuperei di controllare le caldaie e di comprare autobus che inquinino meno”. In effetti la situazione più drammatica la sta vivendo proprio Milano, dove il Pm10 ha superato il valore limite di 50 microgrammi al metro cubo anche ieri, 26 dicembre. Sono così diventati 97, dall’inizio dell’anno, i giorni in cui si è superata la soglia massima, mentre la normativa – ricorda l’Arpa – consente al massimo 35 giorni di sforamento. Inoltre, sono 32 i giorni consecutivi oltre il limite di concentrazioni di polveri sottili. Una situazione che non sembra destinata a cambiare: sempre secondo l’Arpa, l’Azienda Regionale per la protezione dell’ambiente, il tempo rimarrà stabile e per le prime vere piogge, che consentirebbero di ‘ripulire’ l’aria, bisognerà attenderà almeno fino al 4 gennaio. Anche per questo l’amministrazione comunale di Milano ha deciso di bloccare la circolazione delle auto per sei ore (dalle 10 alle 16) da oggi al 30 dicembre. “Il blocco della circolazione – ha spiegato il sindaco Giuliano Pisapia – è una misura emergenziale che va a sommarsi all’impegno serio e costante del Comune di Milano, che in questi anni è stato lasciato a combattere da solo proprio da tutti coloro che oggi dichiarano e commentano”. Livelli allarmanti delle polveri sottili si stanno registrando comunque in tutta Italia, da Frosinone (deciso il blocco delle auto per tre giorni) a Cagliari, da Pordenone a Roma, dove il Codacons minaccia di denunciare in procura il Campidoglio perché non garantirebbe la salute dei cittadini.

Arpa, a Milano 97 giorni con Pm10 fuorilegge nel 2015. Hanno toccato quota 97 i giorni di superamento dei valori del Pm10 a Milano dall’inizio dell’anno. Il limite previsto dalla normativa, ricorda l’Arpa (Azienda Regionale per la protezione dell’ambiente), è non più di 35 giorni in un anno. Il 2015 si avvia quindi a diventare uno degli anni ‘neri’ per l’inquinamento dopo un paio con dati sempre negativi, ma meno preoccupanti (nel 2014 i giorni erano stati 77 e l’anno scorso 90). Secondo Arpa, il tempo rimarrà stabile e, tranne una lieve variabilità prevista per martedì e giovedì della prossima settimana, per le prime vere piogge bisognerà attenderà almeno fino al 4 gennaio 2016. Con ieri sono stati 32 i giorni consecutivi oltre il limite di concentrazioni di PM10 a Milano.

Grillo, 68 mila morti in più, paghiamo spocchia governo. “Il 2015 si chiuderà secondo l’Istat con 68.000 morti in più rispetto al 2014. Come ai tempi delle grandi guerre. Le città italiane non sono state bombardate dalle potenze straniere, ma vivono sotto l’assedio di nemici silenziosi. Lo smog le sta rendendo sempre più simili a Pechino”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog in un post dal titolo “morti di guerra in tempo di pace” e in cui attacca: “premier e ministri sono una sciagura per il Paese, il prezzo della loro spocchia lo stiamo pagando col sangue”.

“Gli amministratori delle città, presi dalla disperazione, hanno disposto misure non adeguate” a risolvere il problema dello smog. Targhe alterne, blocco del traffico, mezzi pubblici gratis non sono la soluzione. Il direttore dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr, Nicola Pirrone, critica i provvedimenti dei sindaci delle città soffocate dall’inquinamento atmosferico ritenendo che, invece, bisogna “ripensare le città” in modo globale, “con un progetto di interventi strutturali”, che prevedano “la decarbonizzazione dell’economia”.

Insomma serve “ripensare la governance” delle città con “un impegno politico ed economico importante” e una “cabina di regia nazionale”. “Il problema è complesso – spiega Pirrone – e occorrono anni per risolverlo. Bisogna ripensare la riorganizzazione urbana, come concepiamo le città, i trasporti, le attività commerciali”. Al centro del problema delle polveri sottili ci sono prevalentemente “la mobilità e riscaldamento/condizionamento, bisogna incidere su questi due settori”. Il tecnico suggerisce una diversa politica industriale, a maggior ragione a valle della Conferenza internazionale sui cambiamenti climatici in cui ci sono obiettivi volontari e non vincoli, nè sanzioni per la riduzione della CO2. Per Pirrone bisogna “incentivare le auto elettriche” e in proposito si chiede perchè il gruppo automobilistico “Fca non investa sull’elettrico” a differenza di altre case straniere come Toyota e Tesla. E’ necessario “ridurre gli impianti a combustibili fossili lasciando spazio alle fonti rinnovabili, solare in particolare”. Poi per ridimensionare il traffico nei centri cittadini bisogna aumentare “linee metro e autobus elettrici” e servono “più zone a traffico limitato”. Per la distribuzione delle merci si dovrebbero creare degli “hub, come a Padova, da cui far partire veicoli elettrici” per raggiungere il cuore delle città. Quanto al riscaldamento, “c’è stata un’impennata del 30% della biomassa senza un controllo”. “I tecnici hanno indicato le soluzioni, che non sono a costo zero – conclude – ma resta tutto un libro dei sogni nel momento in cui bisogna mettere mano al portafogli. E sono somme importanti”. Occorre disponibilità economica e una strategia di interventi. “Ma è la politica che deve fare la sua parte”.

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