21 Dicembre 2015

Spagna, nessuna maggioranza per Rajoy. Podemos: “Riforma della costituzione in 5 punti”

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Per la Spagna dopo la svolta delle elezioni “è tempo di compromesso storico”, ha detto Pablo Iglesias. “E’ l’ora degli statisti”, ha aggiunto il leader di Podemos, precisando che bisogna aprire un “processo di transizione che porti a un compromesso storico nel nostro paese”.

(Foto EFE/Emilio Naranjo)

(Foto EFE/Emilio Naranjo)

Iglesias ha chiesto una riforma della costituzione su 5 punti: legge elettorale proporzionale, “blindare” i diritti sociali, garantire il “diritto di decidere” e un referendum sulla indipendenza della Catalunya, l’indipendenza della giustizia, e la fine delle “porte giratorie” fra politica e grandi imprese. Il leader dei post-indignados, che hanno fatto irruzione in parlamento ieri con 69 seggi su 350 diventando la terza forza politica del paese dopo Pp e Psoe, ha detto che Podemos si opporrà a un possibile governo guidato dal premier uscente Mariano Rajoy. Iglesias ha accusato dirigenti del Psoe di voler consentire a Rajoy di restare al potere. Il leader dei “viola” ha sottolineato che il Psoe ha perso sei milioni di voti rispetto al suo migliore risultato, nel 2008 con José Luis Zapatero, e che il Pp ha registrato il peggiore risultato dal 1989. Iglesias ha anche affermato che Podemos è pronto ad affrontare elezioni anticipate se la situazione politica rimarrà bloccata. “Se si torna a votare, ha affermato, possiamo essere molto ottimisti”.

Il Psoe di Pedro Sanchez, arrivato secondo alle politiche spagnole, non appoggerà l’investitura a capo del governo del premier uscente Mariano Rajoy, ha detto il segretario all’organizzazione Cesar Luena. Sanchez, ha aggiunto, sarà candidato alla rielezione al prossimo congresso Psoe previsto per la primavera 2016.

E scivola la borsa di Madrid dopo le elezioni politiche da cui non emerge una maggioranza di governo. In avvio l’indice Ibex 35 fa uno scivolone del 2,1% mentre lo spread sui titoli di Stato decennali sale all’1,8% ai massimi dal 17 novembre.

“La Commissione Ue prende nota del risultato delle elezioni spagnole e si complimenta con il presidente Rajoy per aver conquistato il più alto numero di preferenze” e “spera che si sia formato un governo stabile perché la Spagna possa continuare a lavorare con le istituzioni Ue e gli altri partner europei”. Così una portavoce dell’esecutivo comunitario, aggiungendo che “non spetta” a Bruxelles “esprimersi sul processo di formazione del governo”.

Dopo il voto in Spagna, Portogallo e Grecia bisogna “capire se l’Europa si renderà conto che una miope politica di rigore e austerità non ci porta da nessuna parte”, ha scritto Matteo Renzi. “Questo dirò nei prossimi mesi. Spero in compagnia più numerosa” facendo “una battaglia contro l’Europa, ma per l’Europa”, difendendo anche “l’interesse dell’Italia”. (ANSA)

– Elezioni in Spagna: vince Rajoy, ma c’è il rischio di non governabilità. “Podemos” è il terzo partito

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