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13 Dicembre 2015

Cento anni dalla nascita di Frank Sinatra: “The voice” tra musica, cinema, teatro e televisione

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Eclettico, raffinato, geniale, camaleontico con un appeal pop e trasversale capace di attraversare tutti i generi. E’ stato “The Voice” e “Ol’ Blue Eyes”, con una vita segnata da amori celebri e inquieti, ma anche di qualche lato oscuro fatto di presunte “relazioni” con la mafia.

Cento anni dalla nascita di Frank Sinatra: “The voice” tra musica, cinema, teatro e televisione. Frank Sinatra, mostro sacro della musica mondiale avrebbe compiuto 100 anni ieri, 12 dicembre. Dopo qualche esperienza nel giornalismo sportivo, la sua carriera nel mondo della musica ebbe inizio nel primo dopoguerra con la partecipazione alla radio nel programma “Major Bowes Amateur Hour”. Poi il passaggio come crooner della mitica swing band di Tommy Dorsey e il successo, strepitoso, come idolo dei teenager degli anni Quaranta, grazie all’eterna giovinezza delle sue canzoni.

L’ossessione per i dettagli, l’ambizione sfrenata e, soprattutto, una voce inconfondibile gli consentirono una carriera rapidissima e costellata di premi e riconoscimenti: 21 Grammy, un Premio Umanitario Jean Hersholt, 2 Golden Globe, due premi Oscar, 150 milioni di dischi venduti, interprete di pietre miliari come “Stranger in the night” e “My Way”. Una vita frenetica che lo vide sposarsi più volte – l’ultima con Barbara, ex moglie di Zeppo Marx – ed essere protagonista degli anni d’oro del cinema americano che gli ha riservato l’onore di un Oscar come attore non protagonista nel film “Di qui all’eternità” e anche occuparsi di affari (una casa discografica, la “Reprise”, il favoloso locale “The Sands” a Las Vegas e altre attività) e politica. Senza entrarvi personalmente, Sinatra sfruttò la sua grande popolarità e l’ascendente sulla comunità italo-americana – che più volte lo portò a contatto con boss quali Sam Giancana e Lucky Luciano – per appoggiare aspiranti presidenti come il democratico John Fitzgerald Kennedy e il repubblicano Ronald Reagan.

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Insieme con Dean Martin, Sam Davis Jr., Peter Lawford e Joey Bishop formò il celebre “rat pack” – letteralmente ‘branco di ratti – che, nelle parole di Humphrey Bogart, era votato “a combattere la noia e perpetuatre l’indipendenza”, ma era anche pronto a sostenere candidature politiche e far sentire il proprio peso nella lobby dello spettacolo. Le controversie – il suo fare intimidatorio, i suoi rapporti con la mafia, i dossier dell’FBI, la presunta paternita’ illegittima di Ronan Farrow – rimangono inesplorate. La cronaca rosa è stata impegnata per anni raccontare le conquiste di “The Voice”: Lana Turner, Doris Day e Lauren Bacall. Si parlò anche si una relazione con Raffaella Carrà e delle avances a Virna Lisi. Alla fine degli anni ’80 fece le sue ultime apparizioni sul grande schermo con “Chi ha incastrato Roger Rabbit” e “Entertaining the troops”.

Verso la meta’ degli anni ’90 le sue condizioni fisiche si fecero sempre più precarie e quando il 14 maggio 1998 “The Voice” si spense a West Hollywood, tutte le luci di Las Vegas si smorzarono per la prima e unica volta. Frank Sinatra ha lasciato alla storia un patrimonio di oltre 2.200 brani e più di 60 album di inediti pubblicati, che ne fanno uno dei cantanti più prolifici della storia della musica. (AGI)

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