5 Dicembre 2015

Usa-Russia: al via i negoziati per risoluzione Onu. L’obiettivo è “colpire le finanze dell’Isis”

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A differenza di quando a febbraio usò il suo diritto di veto per bloccare una risoluzione al Consiglio di Sicurezza Onu per tagliare le gambe alle finanze di Isis, stavolta la Russia sta negoziando un nuovo testo con gli Stati Uniti con il medesimo fine. Il testo sarà esaminato per la prima volta nella storia delle Nazioni Unite in una riunione dei ministri delle Finanze dei Quindici membri dell’organo esecutivo del Palazzo di Vetro, guidata dal titolare del Tesoro americano, Jack Lew: Washington ha la presidenza di turno del Consiglio. E’ quanto riferisce il New York Times. A cambiare l’atteggiamento russo la tensione con la Turchia dopo l’abbattimento del jet di Mosca il 24 novembre scorso ad opera di 2 F-16 di Ankara.

Obama e Putin in un incontro del 15 novembre a Antalya per il G20 (giornalettismo.com)

Obama e Putin in un incontro del 15 novembre a Antalya per il G20 (giornalettismo.com)

Usa e Russia stanno negoziando una nuova risoluzione al Consiglio di sicurezza dell’Onu per colpire le finanze dell’Isis. Lo riferisce il New York Times. Lo scopo della bozza congiunta è quella di un giro di vite contro chi commercia con lo Stato islamico. La bozza sarà discussa il 17 dicembre in una riunione con i ministri delle Finanze dei 15 membri del Consiglio. La risoluzione contro l’Isis, che sarà presentata nella riunione inusuale organizzata per il 17 dicembre, sarà basata su un simile provvedimento approvato nel 1999 per colpire le finanze di al Qaida e dell’allora suo leader, Osama bin Laden. Una misura analoga è stata approvata a febbraio contro il califfato ma la Russia, che ha il potere di veto in quanto membro permanente del Consiglio di Sicurezza, ha lamentato il fatto che viene continuamente violato. L’ambasciatore russo al Palazzo di vetro, Vitaly Churkin, ha detto che Mosca vuole che la nuova misura includa un provvedimento che richieda all’ufficio del segretario generale di denunciare chi viola i divieti. Ma non ha voluto fornire altri dettagli. “Abbiamo deciso di fare una bozza in comune per un giro di vite contro chi fa affari con l’Isis”, ha detto Churkin, scrive il Nyt. Secondo l’ambasciatore russo, tale misura “inasprirebbe la posizione della comunita’ internazionale sulla nostra lotta ai terroristi”. Le fonti di ricavi dello Stato islamico sono ampiamente noti, ma i funzionari hanno riconosciuto che molti dei dettagli si sono rivelati sfuggenti e difficili da combattere. “Tagliare fuori l’Isis dal sistema finanziario internazionale e interrompere il suo finanziamento sono fondamentali per lottare efficacemente contro questo gruppo terroristico violento”, ha detto il segretario del Tesoro Usa, Jacob Lew

Sale l’allerta in Gran Bretagna. L’intelligence mette in guardia su possibili attacchi dopo i primi raid inglesi contro l’Isis. Non è chiaro quanto gli attacchi possano essere imminenti, ma l’intelligence europea e americana avrebbe raccolto informazioni sulla possibilità concreta di eventuali atti terroristici. Militanti dell’Isis in Siria e in Iraq sarebbero infatti stati esortati a tornare in Gran Bretagna per compiere attacchi. Le informazioni dell’intelligence si aggiungono ai messaggi circolati online, con lo slogan più ripetuto “Londra dopo Parigi”.

I primi attacchi inglesi contro l’Isis in Siria sono iniziati nelle ultime ore. Il primo bilancio è di sei obiettivi colpiti nell’est siriano al confine con l’Iraq, dove si trova il campo petrolifero di Omar, che secondo le autorità inglesi fornisce il 10% dei profitti che l’Isis ricava dal petrolio. Gli Stati Uniti plaudono al via libera dei raid inglesi. “L’Isis è una minaccia globale che deve essere sconfitta con una risposta globale” afferma il presidente americano Barack Obama. Gli fa il presidente francese Francois Hollande, secondo il quale i raid sono una “nuova risposta all’appello alla solidarietà degli europei” dopo gli attacchi di Parigi. La Russia pur rinnovando l’invito a una “coalizione unica” contro il terrorismo in Siria, da’ il suo “benvenuto a qualsiasi azione volta alla lotta contro il terrorismo, a combattere l’Isis”. I raid inglesi però espongono la Gran Bretagna a una crescente minaccia di attentati. Molti inglesi hanno lasciato il paese per andare a combattere a fianco dell’Isis e ora sono incoraggiati a tornare in Inghilterra per compiere attacchi stile Parigi.”Non prendetevela con l’Islam quando vi colpiremo”, è uno dei messaggi lanciati online.

Ok Bundestag missione militare, ampia maggioranza. Il Bundestag tedesco ha approvato ad ampia maggioranza l’intervento militare in Siria contro l’Isis. Sui 598 presenti hanno votato a favore 445 deputati, mentre 146 sono stati i voti contrari e sette gli astenuti. L’intervento prevede l’impegno di fino a 1.200 militari tedeschi, fino a sei tornado di ricognizione, satelliti, una nave da guerra e un aereo da rifornimento in volo.

Hollande sulla portaerei Charles de Gaulle. Il presidente francese, Francois Hollande, sulla portaerei Charles de Gaulle, dispiegata al largo della Siria. Il capo dello stato – informa l’Eliseo in un comunicato – incontrerà i militari impegnati “nelle operazioni per intensificare la lotta contro Daesh in Siria e in Iraq”. (ANSA)

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