29 Novembre 2015

Cinema: il regista Woody Allen compie ottant’anni. “Il meglio” raccolto in dieci frasi dei suoi film

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Un film all’anno, o quasi. Basti pensare che in 50 anni di carriera ha girato 45 pellicole, (l’ultima “The Irrational Man” con Joaquin Phoenix ed Emma Stone sarà nelle sale italiane il prossimo mese). Eppure, Woody Allen, che martedì spegnerà 80 candeline, sin dal suo debutto dietro la macchina da presa nel 1966 ha fatto della commedia e dell’umorismo le sua cifre stilistiche. Woody Allen è l’incarnazione vivente del cliché di un ebreo newyorkese: magro, colto, intellettuale, creativo, pieno di dubbi, malinconico e persino depresso.

(forward.com)

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Per oltre mezzo secolo ha interpretato lo stesso ruolo: quello di un uomo perdente e sfortunato ma affascinante, che cerca di andare avanti. Una sorta di Charlie Brown ebreo. In Yiddish questo tipo di perdente si chiama “nebbish” e Woody Allen lo incarna alla perfezione. Il regista, il cui vero nome è Allan Stewart Konigsberg, è nato l’1 dicembre 1935 a New York ed è cresciuto in una famiglia ebraica ortodossa dove si parlava yiddish e persino un po’ di tedesco.

“Mia madre diceva sempre che sono stato un bambino felice fino a quando ho compiuto cinque anni”, ha detto una volta. Sin da giovane ha rappresentato il cliché dell’intellettuale, andando in terapia da uno psicoanalista di New York. “Fare film è una buona distrazione dal tormento della vita”, ha confessato, e durante la sua carriera è stato sempre creativo e produttivo. A scuola ha scritto articoli per i giornali satirici, e a 30 anni era già uno dei comici più famosi degli Stati Uniti.

Quando è arrivato dietro al microfono, lo ha fatto con le sue insicurezze. Le sue performance non erano un susseguirsi di battute, ma dei veri monologhi, ed è stato lui a inventare la massima di ogni cabarettista: “E’ divertente perché è vero”. Cerebrale come le sue gag, a tratti scandaloso, destò scalpore la relazione con la figlia adottiva di Mia Farrow,Soon-Yi Farrow, più giovane di lui di 35 anni, che sposò nel 1997. Secondo Allen, la cosa migliore che gli sia mai capitata, ma per gli altri questo matrimonio ha segnato la fine del suo periodo d’oro, in cui ha creato capolavori come “Io e Annie”, “Manhattan” e “Hannah e le sue sorelle”.

Nonostante tutto, Allen è sempre riuscito a reinventarsi. Ha viaggiato attraverso l’Atlantico, volando in Spagna per “Vicky Cristina Barcelona”, con Penelope Cruz e Javier Bardem, poi a Londra “‘Match Point”, “Scoop”) e Roma, coinvolgendo nei suoi film anche l’ex first lady francese, Carla Bruni, che ha incluso nel cast di “Midnight in Paris”. La sceneggiatura di quest’ultimo gli valse il suo quarto Oscar, dopo i due ottenuti con “Io e Annie” (miglior regista e migliore sceneggiatura) e “Hannah e le sue sorelle” (miglior sceneggiatura).

Dagli anni 90 a oggi, nei suoi film ha continuato a privilegiare New York, la psicoanalisi, le riflessioni esistenziali e la rappresentazione, spesso autoironica, della comunità ebraica newyorkese. In procinto di compiere 80 anni ha ammesso “Non ho paura della morte, voglio solo essere lì quando accade”. Il regista è diventato una leggenda, ma lui lo vive come un problema: “Qualcuno di recente mi ha detto che sarei vissuto nel cuore della gente, ma io voglio vivere nel mio appartamento.”

Per festeggiare il genio di Allen, ecco una selezione delle 10 migliori frasi tratte dai suoi film:
1 – “Poi mi chiese se ero mai stato innamorato. Ecco, dunque, una volta io credetti di esserlo. Mi fischiavano le orecchie, il cuore mi batteva, ero tutto rosso: avevo la varicella”, “Prendi i soldi e scappa”, 1969.
2 – “Cosa mi diresti se ti dicessi che hai sposato un uomo dalla mente eccezionale? – “Direi che sono bigama!”, “Criminali da strapazzo”, 2000.
3 – “La gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna nella vita. Terrorizza pensare che sia così fuori controllo. A volte in una partita la palla colpisce il nastro e per un attimo può andare oltre o tornare indietro. Con un po’ di fortuna va oltre e allora si vince. Oppure no e allora si perde”, “Match Point”, 2005.
4 – “Il trucco è di godersi la vita, accettando che non abbia alcun significato, nessuno!”, “Vicky Cristina Barcelona”, 2008.
5 – “Sparisci, sgorbio”, “Provaci ancora Sam”, 1972.
6 – “Il nostro matrimonio non è stato un giardino di rose, botanicamente parlando tu sei più un’orchidea carnivora”, “Basta che funzioni”, 2009.
7 – “E io pensai a quella vecchia barzelletta, sapete, quella dove uno va dallo psichiatra e dice: ‘Dottore mio fratello è pazzo, crede di essere una gallina’, e il dottore gli dice: ‘perché non lo interna?’, e quello risponde: ‘e poi a me le uova chi me le fa?’, “Io e Annie”, 1977.
8 – “Il mio grado nell’esercito? Ostaggio, in caso di guerra”, “Il dittatore dello stato libero di Bananas”, 1972.
9 – “Anni fa scrissi un racconto su mia madre, intitolato ‘La sionista castrante'”, “Manhattan”, 1979.
10 – “Mi spiego, anche da piccolo io mi buttavo sulle donne sbagliate. Credo che sia questo, il mio problema. Quando la mamma mi portò a vedere Biancaneve, tutti quanti erano innamorati di Biancaneve. Io no. Io mi innamorai subito della Regina Cattiva”, “Io e Annie”, 1977. (ADNKRONOS)

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