31 Ottobre 2015

Disastro aereo sul Sinai, 224 morti. L’Isis sul web: “Lo abbiamo abbattuto noi”

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Disastro aereo nelle montagne della penisola del Sinai, in Egitto: un Airbus 321della low cost russa Metrojet (ex Kogalymavia) è precipitato 23 minuti dopo il decollo da Sharm el-Sheikh. A bordo sette membri dell’equipaggio di nazionalità russa e 217 passeggeri (214 russi e tre ucraini), 17 dei quali erano bambini. Non ci sono superstiti. Come ha riferito una fonte della sicurezza egiziana all’agenzia tedesca Dpa, i soccorritori hanno recuperato la scatola nera. L’Isis ha rivendicato sul web l’abbattimento dell’aereo anche se ci sono molti dubbi.

(rferl.org)

(rferl.org)

Il gruppo fondamentalista egiziano legato all’Isis e attivo nella penisola del Sinai ha rivendicato l’abbattimento dell’Airbus 321 della compagnia low cost russa Metrojet, che stamane è costato la vita a 224 persone. “I soldati del “califfato” sono riusciti ad abbattere un aereo russo nel Sinai”, recita una dichiarazione che sta circolando sui siti jihadisti. Da un primo esame dei rottami, però, non sono emersi elementi che facciano pensare che l’aereo sia stato abbattuto. I piloti, inoltre, avevano lanciato un Sos per problemi al sistema wireless di bordo quando l’aereo era già in quota, a 9.400 metri di altitudine, e sembra che avessero chiesto un atterraggio d’emergenza.

Il ministro dell’Aviazione civile egiziano, Mohamed Hossam Kemal, ha avvertito che è “troppo presto per stabilire le cause” dello schianto, anche se al momento nessuno si azzarda a ipotizzare che possa essere stato abbattuto da miliziani jihadisti che combattono nel nord del Sinai, ipotesi che riporterebbe alla mente l’aereo della Malaysia Airlines buttato giù da un missile nei cieli dell’Ucraina nel luglio 2014.

L’aereo si è spezzato in due tronconi e fonti della sicurezza hanno riferito che non ci sono superstiti, anche se in un primo momento si era parlato di voci che provenivano dai rottami. E’ stata comunque recuperata la scatola nera che potrebbe rivelarsi decisiva per capire cosa è accaduto. Il tempo sul Sinai era buono e la pista più accreditata sembra quella dell’avaria, anche perchè secondo alcune testimonianze “nell’ultima settimana” i piloti dell’A321 avevano denunciato problemi a un motore e l’aereo aveva richiesto più volte assistenza perchè il motore non si avviava”. Proprio questi problemi potrebbero essere alla base della decisione del Comitato investigativo federale russo di aprire un’inchiesta sulla compagnia Metrojet “per violazioni delle normative sui voli e sui loro preparativi”.

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha espresso “le più profonde condoglianze” alle famiglie delle vittime e ha proclamato per il primo novembre una giornata di lutto nazionale. Il capo del Cremlino ha deciso l’invio di una missione di esperti in Egitto guidata dal ministro per le Emergenze, Vladimir Puchkov, a cui partecipano pure i ministri dei Trasporti, Maksim Sokolov, e il capo dell’ente per l’aviazione civile, Alexander Neradko. Il volo charter, decollato da Sharm alle 5,51 ora italiana, era diretto all’aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo, dove è stata attivata un’unità per l’assistenza ai parenti dei passeggeri del volo, tutti turisti russi di ritorno da una vacanza sul Mar Rosso. Il premier egiziano, Sharif Ismail, ha raggiunto il luogo della tragedia con un jet privato, accompagnato da alcuni ministri. Il premier russo, Dmitry Medvedev, si è detto “profondamente scioccato” per l’incidente avvenuto nel Sinai dove e’ precipitato un charter russo con a bordo 224 turisti, tutti morti. “Indagheremo a fondo su questa tragedia e le famiglie riceveranno aiuto”, ha scritto su Twitter. La compagnia siberiana Kogalymavia, abbreviata con Kolavia, è stata fondata nel 1993 ed è nota con il nome di Metrojet dopo il cambiamento di marchio del 2013. (AGI)

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