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13 Ottobre 2015

Luino, riflessioni sulla Comunità Montana: “Solo virtuosismo d’apparenza?”

Tempo medio di lettura: 4 minuti

(Articolo di Diego Intraina) – Essere virtuoso non vuol dire assecondare visioni impolverate da decisioni governative, ma verificare con giudizio e competenza. Significa, inoltre, analizzare seriamente se la condizione che stiamo vivendo, quella di aggregazioni Comunali avvenute, e altre in fase di studio, abbia ancora senso proporre, perlomeno come oggi si presenta, un ente come la Comunità Montana. Verificare, almeno l’utilità e la correttezza politica che questo Ente perproteggersi dalle dinamiche di semplificazione e d’accorpamento, che stavano ridisegnando i territori Comunali, abbia dovuto necessariamente forzare logiche espansionistiche al fine di anticiparli in modo da potersi ancora legittimare e giustificare, così di conseguenza, la propria esistenza.

(informazionecorianese.net)

(informazionecorianese.net)

Logica forzata che a sua volta impone ristrutturazioni o armonizzazione d’organico, le quali hanno determinato la necessità di nuovi dimensionamenti strutturali. Ristrutturazioni e armonizzazioni che non sempre risultano essere indispensabili e comprensibili a svolgere il solo ridimensionamento territoriale dei servizi. Oltretutto, questa volontà d’espansione rischia, di imporre e avvantaggiare fornitura servizi, che introducono condizioni di monopolio aziendale, oltre che indebolire la già scarsa applicazione di rappresentanza democratica dell’Ente.

Queste sono solo alcune delle domande che dovremmo farci per verificare la giudiziosa virtuosità della scelta:
– i servizi offerti dalla Comunità Montana peggiorerebbero in qualità e risulterebbero più onerosi per la spesa pubblica, se si percorresse una differente strada facilmente riconducibile ad una seria e semplice volontà d’associazionismo comunale?
– La significativa riduzione del numero dei Comuni e la virtuosa decisione d’associazionismo faciliterebbe un ritorno d’interesse e di condivisione in merito a determinati servizi?
– Questo ritorno d’interesse, vista la normale e facilitata funzione di controllo democratico da parte della cittadinanza e da una rivisitazione intelligente del senso dell’autonomia Comunale, potrebbe portare dei benefici alla qualità dei servizi?
– È giusto poter immaginare che i Rappresentanti Comunali possano finalmente capire l’importanza di inquadrare le loro decisioni politiche all’interno di una cornice territoriale sovracomunale, invece di continuare a persistere nel delegare, in merito alla valorizzazione o conservazione dei “beni comuni”, altre strutture politiche in difetto democratico?

Delegare, per continuare a guardare a svantaggio di soluzioni esterne più adeguate solo nel proprio cortile, non è proprio quello che viene richiesto dall’elettore al momento del voto mentre svolge la facoltà della delega.

La sola fusione avvenuta a Maccagno con Pino e Veddasca ha di fatto raggruppato una parte significativa del territorio montano della vecchia Comunità Valli del Luinese e se a questa, con uno spirito d’intelligenza politica, si aggiungessero i percorsi in fase d’attuazione di Curiglia-Agra-Dumenza, Montegrino-Grantola/Mesenzana-Brissago, Rancio Valcuvia-Cuveglio ecc., avremmo quasi per intero ricoperto il territorio montano facilitando e riducendo la gestione politica a pochi Enti eletti.

Sono queste le vere scelte che differenziano una reale visone virtuosa da uno scenario d’apparenza: la lungimiranza nel comprendere e impegnarsi con una sincera volontà politica nell’applicazione di queste dinamiche. Così sarebbe stato politicamente più virtuoso per il Comune di Luino evitare di spendere soldi per costruire un edificio (ndr, sito in Voldomino) che sin dall’inizio si sapeva in contrasto con le decisioni più volte annunciate d’accorpamento degli uffici giudiziari. In tale modo avremmo anche evitato, per l’appunto, di compromettere un area sensibile (errore di pianificazione “bipartisan” che ha inevitabilmente aperto a successivi errori d’insediamento), che storicamente era legata al sistema ambientale, naturale e idrico, dell’antico Comune di Voldomino: laghetto e rogge.

Era pertanto consigliabile che l’attuale Amministrazione Luinese avesse proposto con forza un serio dibattito sulla verifica della necessità o perlomeno su una nuova modalità d’essere dell’Ente Montano prima di offrire generosamente una “temporanea localizzazione”. Invece, confermando e giustificando il gioco delle apparenze, rischia di continuare ad alimentare lo sfoggio delle “manie di grandezza” dell’Ente Montano; manie poco giustificate che rischiano di mettere per l’ennesima volta le mani nelle tasche dei cittadini. Cittadini, che il più delle volte non vengono interessati e nemmeno consultati e, salvo per il minimo di legge, tenuti lontani dalle politiche della Comunità escluso nei momenti dell’elezione Presidenziale.

Il virtuosismo è dunque quando si riconoscere e si interagisce con tutte quelle dinamiche forze di trasformazione, di conseguenza, sviluppandole o eliminandole in modo da rinforzare o introdurre nuove condizioni di senso e non fermarsi ad alimentare controversie, o favori, verso un mercato immobiliare che, probabilmente, ben si consocia con qualche ambiente politico; oppure limitarsi a sponsorizzare, per prestigio locale, la propria destinazione.

Differente è parlare di allargamenti territoriali avvenuti con le fusioni comunali perché è esplicito che stiamo parlando di coesione e di progettazione di differenti condizioni che aprono a nuove relazioni individuali e collettive, dove la sovranità è rappresentata anche se può e deve, virtuosamente e per coerenza, essere rinforzata con nuove visioni statutarie capaci d’alimentare e rinforzare la sovranità stessa. Diverso è invece parlare d’allargamenti territoriali puramente burocratici e istituzionali, a cui si rapporta la sola classe politica a difetto di rappresentanza, visto che in questi accorpamenti non è garantita la presenza di tutte le parti politiche e lo svolgimento delle decisioni vengono prese palesemente in difetto.

Le Comunità Montane, qualora perdano una dimensione geografica controllabile dall’elettore, come nel nostro caso, vanno a creare condizioni di scompenso democratico e, emulando il nuovo sistema elettorale Provinciale, toglie di fatto la sovranità della rappresentanza, diritto acquisito, al cittadino. Il singolo cittadino ha vere difficoltà a percepire tale contesto territoriale come una comunità d’appartenenza, la vastità territoriale, percettivamente avvicinabile a quella Provinciale, non è più compatibile con una percezione individuabile come una vastità montana legata ai bisogni sensibili del quotidiano, limitata geograficamente e di per sé identitaria. Condizione che comporta una stratificazione di conoscenze elaborate anche empiricamente con l’ausilio di riferimenti spaziali memorizzabili: la vecchia Comunità Montana Valli del Luinese aveva come habitat riconoscibile di comprensione unitaria l’articolato fenomeno lago-montagna.

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