4 Ottobre 2015

Frodi e furti d’identità online: nel 2014 perdite stimate oltre i 170 milioni di euro

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Furto di identità, frodi e utilizzo illecito dei dati personali e finanziari rubati: fenomeno che in Italia, nel 2014, ha fatto segnare perdite stimate in più di 170 milioni di euro, con significativi impatti economici e sociali. Da una ricerca condotta a luglio (commissionata a Smart Research da Mister Credit, divisione della società CRIF specializzata nelle soluzioni a tutela dell’identità personale) è emersa l’inadeguatezza dei comportamenti adottati per abbassare il rischio di furto di dati personali.

(fastweb.it)

(fastweb.it)

Frodi e furti d’identità online: nel 2014 perdite stimate oltre i 170 milioni di euro. Nel dettaglio, il 72% degli intervistati ha detto di essere a conoscenza del rischio di furto di dati personali. Nonostante il 45,3% dichiari di temere molto questa frode, quasi un quinto degli intervistati (il 17,8%) non fa nulla per proteggersi quando naviga sul web, mentre il 9,9% confessa di non utilizzare precauzioni per proteggere dati personali contenuti su documenti, PC e smartphone. Gli over 65, invece, anche se si sentono non adeguatamente informati (47,5%) su come evitare i potenziali pericoli connessi al web, ammettono di fare il minimo per proteggersi dal rischio di uso illecito dell’identità.

Analogamente, stupisce che i giovani al di sotto dei 34 anni, sentendosi ‘abbastanza o molto sicuri quando navigano sul web’ (65,6%), finiscano per adottare comunque comportamenti poco virtuosi: l’8,3% non si è posto il problema di proteggere i propri dati e il 15,9% non usa protezione.

Ad ogni modo, gli italiani hanno molto chiari i problemi legati a questa frode: tra le conseguenze dirette, i nostri connazionali indicano la perdita di denaro (51,5%), l’addebito di importi consistenti (51,4), la possibilità di avere problemi con la giustizia (34,8) e la segnalazione come cattivo pagatore nei Sistemi di Informazioni Creditizie (32%).

Il pericolo più temuto (52,8% degli intervistati) è che un estraneo possa accedere a informazioni personali e riservate e compiere un furto d’identità. Particolarmente sensibili sono i giovani al di sotto dei 34 anni e gli adulti tra i 45 e i 64 (sopra al 55%). Per due over 65 su tre, invece, il timore maggiore è che la diffusione dei dati sul web possa mettere a rischio la propria privacy. (ADNKRONOS)

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