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27 Settembre 2015

Cinema, recensione e trailer di “Life” di Anton Corbijn: l’amicizia tra James Dean e Dennis Stock

Tempo medio di lettura: 2 minuti

(Recensione di Giulia Betti per “storiadeifilm.it“) – “Life” è un film di Anton Corbijn, con Robert Pattinson, Dane DeHaan, Joel Edgerton, Alessandra Mastronardi e Stella Schnabel. Uscirà nelle sale cinematografiche italiane il prossimo 8 ottobre.

Nel 1955 si in­con­tra­ro­no di­ven­tan­do amici due gio­va­ni sul punto di dare una svol­ta alla pro­pria car­rie­ra ar­ti­sti­ca. Un mo­men­to com­ples­so per loro, quel­lo in cui di­mo­stra­re a se stes­si prima che altri altri di va­le­re non solo per il pro­prio ta­len­to, ma anche per le scel­te che avreb­be­ro com­piu­to. I due erano James Dean, il cui film La valle del­l’E­den stava per usci­re nei ci­ne­ma, e il fo­to­gra­fo del­l’a­gen­zia Ma­gnum Den­nis Stock. A que­st’ul­ti­mo venne com­mis­sio­na­to un ser­vi­zio fo­to­gra­fi­co sul­l’at­to­re stel­la na­scen­te di 23 anni.

“Il pas­sa­to è già parte del mio fu­tu­ro, e il pre­sen­te è fuori dal mio con­trol­lo”: uti­liz­zan­do que­ste poche pa­ro­le che Ian Cur­tis espri­me il suo male di vi­ve­re, la sua in­tol­le­ran­za in­vo­lon­ta­ria alla real­tà, la ne­ces­si­tà di re­spi­ro, il de­si­de­rio di an­nul­lar­si nel vuoto, strap­pa­re una pa­gi­na e ri­pren­de­re a scri­ve­re la pro­pria esi­sten­za su di un nuovo spar­ti­to, un fo­glio bian­co e ver­gi­ne che vuol dire pos­si­bi­li­tà. Ma si sa, che la pos­si­bi­li­tà di cam­bia­re il pro­prio pas­sa­to è ne­ga­ta anche al più po­ten­te fra gli uo­mi­ni, l’i­nar­ri­va­bi­le, il su­per­bo. E’ pro­prio que­sta ci­ta­zio­ne, estra­po­la­ta da Con­trol, il primo lun­go­me­trag­gio del re­gi­sta Anton Cor­bi­jn, che si ma­te­ria­liz­za come un filo teso tra i pro­ta­go­ni­sti del­l’o­pe­ra d’e­sor­dio e del­l’ul­ti­ma pel­li­co­la del­l’au­to­re olan­de­se.

James Dean, icona cul­tu­ra­le, em­ble­ma del­l’an­ti­con­for­mi­smo, quel­lo reale e non quel­lo spac­cia­to come tale tanto in voga nel con­tem­po­ra­neo, è il gran­de og­get­to del­l’ul­ti­mo good job di quel­lo che è stato il re­gi­sta di Li­near, The Ame­ri­can, A Most Wan­ted Man e na­tu­ral­men­te del gran­de dram­ma bio­gra­fi­co sulla vita pub­bli­co/pri­va­ta del lea­der dei Joy Di­vi­sion. Due anime, quel­la di Ian Cur­tis e di James Dean, in­con­ta­mi­na­te dalla brama di suc­ces­so e dalla cu­pi­di­gia, al punto da ren­der­le stra­ne poi­chè estra­nee alla con­sue­tu­di­ne e pure per­chè im­mo­bi­li di fron­te ad ogni ge­ne­re di cor­ru­zio­ne. Ma que­sti due ar­ti­sti tor­men­ta­ti e veg­gen­ti con­di­vi­do­no al­tre­sì un di­sti­no da im­mor­ta­li, due vam­pi­ri cul­tu­ra­li scom­par­si al­l’a­pi­ce della pro­pria car­rie­ra chi per scel­ta me­di­ta­ta, chi per in­du­zio­ne con­sa­pe­vo­le.

Life, in­ter­pre­ta­to da due gran­di at­to­ri come Ro­bert Pat­tin­son e Dane De­Haan, è un’o­pe­ra ascri­vi­bi­le come… (per continuare a leggere la recensione cliccare qui –>> “storiadeifilm.it”).

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