12 Settembre 2015

Luino, per la “Luce del Verbano” già nel 1955 il turismo era “Il grande problema”

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Nell’agosto 1955 il settimanale cattolico “Luce del Verbano” in un articolo titolava: “E’ in grado Luino di offrire tutte quelle comodità ed attrattive che si richiedono ad un centro turistico?”. Oggi, a 60 anni di distanza, a Luino ci si può porre la stessa e identica domanda. L’articolo, facendo riferimento al quotidiano varesino “La Prealpina”, al giudizio dell’allora sindaco Carlo Zona e a quello di un uomo d’affari locale, il cav. Angelo Allievi, denunciava la mancanza di strutture ricettive nell’Alto Varesotto, nonostante il gran numero di turisti stranieri che affollavano il paese lacustre, soprattutto in estate.

Luino, per la "Luce del Verbano" già nel 1955 il turismo era "Il grande problema"

Luino, per la “Luce del Verbano” già nel 1955 il turismo era “Il grande problema”

Luino, per la “Luce del Verbano” già nel 1955 il turismo era “Il grande problema”.

“Sono passati, soprattutto nelle giornate di ferragosto – si legge nell’articolo della ‘Luce del Verbano’ datato agosto 1955 – migliaia e migliaia di forestieri nella nostra cittadina di Luino, e l’afflusso straordinario non è ancora cessato. Sono valse naturalmente a dare tanto impulso all’estate luinese ed a rendere risuonante il nome di Luino, le varie manifestazioni sportive e le iniziative dell’Azienda Autonoma, ma non facciamoci illusioni, osserva in ‘La Prealpina’ un intervistatore a firma e.g.: ‘Passeggiando di giorno – dice – la sensazione che si prova è gradevole: giardini pettinati, viali ampi, battelli che attraccano, decine di macchine con targhe straniere che riempiono le strade. Atteniamoci pure ai dati che abbiamo raccolto sul posto e compiamo una rapida inchiesta: le conclusioni, alla fine, non sono incoraggianti, nonostante la buona volontà e i buoni propositi dell’Azienda autonoma di soggiorno del Comune. Ricercare le cause? Sempre le stesse, come a Maccagno, Laceno, Caldè, Luino ha una popolazione di 11mila unità ed un bilancio comunale (che si chiuse in pareggio) di 160 milioni, di cui 15 spesi per gli inabili e l’assistenza sociale. La città dovrebbe trovare, specialmente in questo periodo (ndr, agosto 1955), il maggior cespite nel turismo, particolarmente allettante in questa bellissima e panoramica conca proprio dove il lago si piega verso la frontiera”.

“Ma è in grado di offrire tutte quelle comodità ed attrattive che si richiedono ad un centro turistico? Ormai sappiamo che il mare e la montagna fanno una concorrenza feroce ai laghi'”. A questo punto nell’articolo vengono inserite le parole del sindaco di Luino, allora in carica, il cav. Carlo Zona: “Una moda transitoria. Ciò che difetta è l’attrezzatura alberghiera. Sfumata ormai la villeggiatura delle famiglie che negli anni anteguerra affollavano la cittadina e dintori, dobbiamo puntare su un turismo di transito. Abbiamo qualche albergo efficiente (tre), ma non moderni veramente. Occorre la costruzione di un albergo, elegante e funzionale e pare che se ne stia studiando la costruzione per il prossimo anno nel centro di Luino”. Zona dichiara, inoltre, che i problemi legati al turismo si potevano riscontrare nei mezzi di trasporto, “Luino è servita con un ritmo lento”.

Nell’articolo poi interviene il cav. Angelo Allievi, presidente dell’Azienda e uomo di affari dirigente locale di una Compagnia di assicurazione, che pare più ottimista sul turismo luinese. “Il movimento degli stranieri è di circa 300 al giorno fra cui prevalgono i francesi e i tedeschi, con una rotazione quotidiana negli alberghi di 150 persone”. L’azienda, a detta del cav. Allievi, “ha fatto quest’anno miracoli: dall’abbellimento della spiaggia al Lido, che gestisce direttamente, con un nuovo sistema di illuminazione al neon, alla sistemazione dei giardini, dalla rinnovazione di 90 panchine lungo i viali, all’installazione di 40 cestelli portacarta e 30 cartelli per riferimenti stradali (una spesa di 350mila lire). Poi abbiamo moltissime manifestazioni sportive: circuiti motociclistici, regate veliche, fuochi artificiali, barche illuminate”. A riprendere la parola poi è il giornalista che spiega: “D’accordo, però a Luino c’è solo un campo di tennis di proprietà dell’AVAV, circolo sportivo nautico, dove si accede solo come soci, ed alla sera una sala da ballo, al Lido a prezzi davvero modici, ma poi? La sera sul lago è squallida. […]”. “Eppure si annoverano uomini di valore nella storia di Luino: Bernardino Luini, Pietro Carnovali detto il ‘Piccio’, ai nostri giorni, lo scultore Gigi Vecchio, il pittore Del Grosso ed il poeta Vittorio Sereni, di cui ricordiamo alcune liriche dedicate appunto a Luino”. La conclusione dell’articolo è amara: “Luino resiste, nonostante tutte le deficienze, le mode, la mediocre pubblicità, e resiste per lo splendore del suo lago, per il clima temperato e carico di vento, per il suo lungolago, una stupenda terrazza che si prolunga fino a Colmegna”.

A 60 anni di distanza da allora, i problemi “turistici”, seppur con peculiarità diverse, sembrano avere alcune analogie da riscontrare proprio nelle parole dell’allora sindaco Carlo Zona che nel 1955 diceva: “A Luino ciò che difetta è l’attrezzatura alberghiera” e aggiungeva che i problemi legati al turismo sono da attribuire anche ai mezzi di trasporto e alle vie di comunicazioni. Il turismo ed il suo sviluppo sono, da sempre storicamente, un fondamentale tema in qualsiasi campagna elettorale luinese e le colpe sarebbero anche da attribuire alle tante figure politiche e amministrazioni che hanno governato Luino dal dopoguerra ad oggi. Quello che sembrava, in passato, potesse essere una grande risorsa per la ricchezza di Luino, nei decenni si è rivelato essere invece, almeno fino ad oggi, un grande macigno. La speranza, però, è sempre l’ultima a morire.

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