(Recensione di Francesco Ruzzier per “storiadeifilm.it“) – “Everest” è un film di Baltasar Kormákur, al cinema dal 24 settembre 2015. Il cast è formato da Jason Clarke, Josh Brolin, John Hawkes, Robin Wright , Michael Kelly, Sam Worthington, Keira Knightley, Emily Watson e Jake Gyllenhaal.
Ispirato da una serie di incredibili eventi accaduti durante una pericolosa spedizione volta a raggiungere la vetta della montagna più alta del mondo, EVEREST documenta le avversità del viaggio di due diverse spedizioni sfidate oltre i loro limiti da una delle più feroci tempeste di neve mai affrontate dall’uomo. Il loro coraggio sarà messo a dura prova dal più crudele dei quattro elementi, gli scalatori dovranno fronteggiare ostacoli al limite dell’impossibile come l’ossessione di una vita intera che si trasforma in una lotta mozzafiato per la sopravvivenza.
Negli ultimi due anni quei vecchi leoni della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il film d’apertura l’anno sempre imbroccato, non limitandosi tra l’altro a proporre degli ottimi film, ma selezionando opere che sono poi diventate simbolo ed esempio dell’annata cinematografica che quei film avevano aperto. Certo è che scegliere qualcosa che fosse all’altezza di film come Gravity di Alfonso Cuaron e Birdman di Alejandro Gonzalez Inarritu non era un compito facile e i cinefili più sognatori speravano in un altro messicano, Gulliermo del Toro con Crimson Peak, a chiudere la tripletta.
L’ardua scelta è alla fine ricaduta suEverest dell’islandese Baltasar Kormàkur (101 Reykjavik, Cani sciolti) e ancora una volta, il Festival più antico del mondo ha dimostrato di essere, seppur in maniera meno evidente rispetto ai due film sopracitati, incredibilmente inserito nell’idee e nelle tendenze che emergono da quella tipologia di cinema hollywoodiano che attira le attenzioni di milioni di spettatori in tutto il globo.
Ispirato dagli incredibili eventi verificatisi durante un tentativo di raggiungere la vetta della montagna più alta del mondo, Everest documenta il viaggio di due diverse spedizioni, messe alla prova da una delle più furiose tempeste di neve mai conosciute, focalizzando la propria attenzione su dei personaggi che non sono degli abili scalatori, ma persone comuni mosse dal desiderio di dimostrare a se stessi o agli altri di essere capaci di compiere imprese straordinarie. La centralità dell’uomo e del suo desiderio di misurare i propri limiti fisici assume in un’epoca come la nostra un valore simbolico decisamente interessante: se da una parte i supereroi di casa Marvel… (per continuare a leggere la recensione cliccare qui –>> “storiadeifilm.it”).
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0