22 Agosto 2015

“Noi diciamo NO al festival neonazista a Cantù”, il web in rivolta contro il raduno di Forza Nuova

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In mobilitazioni “virtuali” come queste si può comprendere quanto, a volte, il web e soprattutto Facebook siano utili. Un raduno, quello organizzato da Forza Nuova a Cantù, o meglio “Festival neonazista”, che va contro i principi sanciti dalla Costituzione e che ha fatto scoppiare rabbia e polemiche, ottenendo adesioni contro l’iniziativa dal Trentino fino in Sicilia. Ma per quale ragione in Italia non viene rispettata la legge n. 645/1952 contro il reato di apologia del fascismo e del nazismo?

No al Festival neonazista di Cantù (facebook.com)

No al Festival neonazista di Cantù (facebook.com)

“Noi diciamo NO al festival neonazista a Cantù”, il web in rivolta contro il raduno di Forza Nuova. Il raduno organizzato da Forza Nuova, che si terrà dall’11 al 13 settembre prossimi, a Cantù per il terzo anno consecutivo non poteva non scatenare polemiche. Da quando, circa un mese fa, si è saputo che si sarebbe tenuto il festival dell’estrema destra nel comune brianzolo c’è stata una presa di posizione generale. Così sono piovute le adesioni all’appello unitario “Noi diciamo no al Festival neonazista a Cantu'” con cui forze politiche, sindacali e sociali si oppongono alla decisione del sindaco Claudio Bizzozero di concedere la propria struttura Campo Solare.

Anche sul web corre la protesta e l’indignazione. La pagina Facebook per dire “no” all’iniziativa, in meno di tre settimane ha già ricevuto oltre millequattrocento “mi piace” e continuamente nuove firme si aggiungono anche da fuori regione. Il raduno “ospitera’ pure, come nelle passate edizioni, figure legate al terrorismo nero, pregiudicati, condannati piu’ volte” si legge nell’Appello che ha già raccolto le firme di diverse sezioni dell’Anpi, del Pd circolo Cantù, e delle sedi comasche di Sel, Altra Europa con Tsipras e Camera del Lavoro. Oggi l’elenco si arricchisce anche dell’adesione della Fp Cgil della Lombardia.

“E’ dal 2013 che il sindaco di Cantu’ va contro la Costituzione italiana e ignora il reato di apologia del fascismo. Fatto gravissimo per un uomo delle istituzioni, un rappresentante del bene comune – ha dichiarato Florindo Oliverio, segretario generale FP CGIL Lombardia -. Così, come peraltro già mostrato verso i suoi lavoratori pubblici, il sindaco mostra mancanza di rispetto anche verso i suoi cittadini. Se il bene comune è fatto di democrazia, libertà, convivenza civile e non si concilia con razzismi, segregazionismi e violenze di sorta”.

A chi potrebbe opporre che tutti hanno la libertà di manifestare le proprie idee, l’appello fornisce già una risposta. “La rivendicazione di un generico senso di tolleranza non può essere sufficiente a giustificare tale scelta politica, con cui l’amministrazione comunale compie un gesto irresponsabile e di gravità sociale molto allarmante. Esso infatti produce un effetto di assuefazione, di fronte al quale si invitano i cittadini canturini a non cedere a un generico stato di accettazione di una scelta che mortifica il loro sentimento democratico e civile”. Contro il festival, nell’appello si chiama a raccolta “l’intera cittadinanza democratica a manifestare la propria ferma opposizione in una iniziativa pubblica che sarà la prosecuzione della giornata provinciale che si terrà a Como il 12 settembre, e che nella sera dello stesso giorno vedrà la presenza a Cantù di un incontro pubblico per spiegare cosa è stata l’esperienza neofascista in Europa nel secondo dopoguerra, quante morti e quante violenze essa ha potato nel nostro Paese”.

Ma per quale ragione in Italia non viene rispettata la legge n. 645/1952 contro l’apologia del fascismo e del nazismo? “La legge n. 645/1952 sanziona chiunque promuova od organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”. Un evento come il Festival neonazista di Canù, per il terzo anno consecutivo, persegue idealmente queste finalità, andando ad esaltare, minacciare o usare la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista. Così facendo si esaltano esponenti, principi, fatti e metodi propri del partito fascista.

Quale anno e quale classe dirigente politica dovremo ancora aspettare per fare in modo che si inaspriscano le sanzioni per chi compie “l’apologia del fascismo”?

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