Sono 30,4 milioni gli italiani maggiorenni e minorenni in vacanza questa estate, pari al 50% della popolazione, contro i 26,8 milioni nel 2013 e i 28 milioni nel 2014. L’andamento positivo è attestato da Federalberghi, che nella rilevazione effettuata con il supporto tecnico dell’Istituto ACS Marketing Solutions registra un incremento dell’8,6% annuo della clientela italiana e del 2,5% di quella straniera.

(meteoweb.eu)
I dati sullo studio di Federalberghi sul turismo in Italia nell’estate del 2015. L’81% degli italiani in vacanza tra giugno e settembre (quasi 25 milioni) rimarrà in Italia, mentre il 19% (oltre 5 milioni) andrà all’estero. In aumento il giro d’affari (+7,7%) che passa da 17 a 18,3 miliardi. La spesa stimata per la vacanza, comprensiva di viaggio, vitto, alloggio (in qualsiasi struttura e non solo in hotel) e divertimenti, + di 786 euro, in lieve calo rispetto ai 790 dell’anno scorso; la durata media è di 8 notti rispetto alle 9 notti del 2014. Il mese più gettonato resta agosto, scelto dal 62,5% degli italiani (rispetto al 59,3% del 2014); seguono luglio col 16,7% (contro il 22,1%), giugno con il 14,7% (contro il 19,4%). In risalita settembre con il 13,3%, contro il 10,7% dello scorso anno.
“Netto recupero” ed “ottimo rapporto qualità prezzo del sistema italiano”. I dati – fa notare il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca – mostrano un “netto recupero” ma non bisogna “illudersi o crogiolarsi negli allori”: la prosecuzione dell’incremento della clientela estera conferma “l’ottimo rapporto qualità-prezzo del sistema italiano” e l’aumento degli italiani “fa sorridere” gli operatori che comunque restano “con i piedi per terra”. “L’Italia – sottolinea Bocca – ha bisogno di investimenti cospicui nel settore e di un piano robusto di ristrutturazioni e di promozione. Passaggi indispensabili per consentire al sistema turistico nazionale di fare in modo che i timidi segnali positivi diventino un consolidato e strutturato aggregato economico, capace di farci rapidamente risalire la classifica mondiale dei Paesi a maggior vocazione turistica”. (AGI)
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